Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 22 giugno 2018

Maggioranza - Gruppo Latella: bagarre in piazza

Dopo il quarto d'ora accademico il Consiglio è iniziato

Primo tempo
Doveva essere il Consiglio della resa dei conti, quello di giovedì sera.
Completamente assente il gruppo Latella
Quello in cui la maggioranza, dopo averlo fatto in conferenza stampa, si sarebbe levata tonnellate di sassolini dalle scarpe nei confronti del gruppo Latella. Il Consiglio che ruotava, a parte alcune interrogazioni risalenti a marzo e un paio di punti di modesto interesse e approssimativa urgenza, su una interrogazione firmata dalla consigliera di maggioranza Fabiana Cescon, e incentrata proprio sulla vicenda giudiziaria (che ha visto sul banco degli imputati Vincenzo Barrea, Gigi Casotti, Beppe Ponchione e Marco Ricci) chiusa poche settimane fa con l’archiviazione. Doveva. Solo che, al fischio di inizio della tenzone, mancavano i protagonisti: i tre consiglieri di opposizione Marco Latella, Cristiana Sciandra e Alessandro Ferricchio, principali destinatari delle invettive. «Un comportamento vigliacco - ha detto senza mezzi termini la Cescon - Non hanno esitato a spostare le questione sul piano giudiziario, ma quando si tratta di affrontare quelle persone faccia a faccia non si presentano. Ma proporremo questa interrogazione al prossimo Consiglio, e se non ci saranno a quello dopo. O diserteranno l’aula sino a fine mandato, oppure dovranno sedersi qui, ed affrontarci». «Come faranno a presentarsi ancora ai loro elettori? - ha aggiunto l’assessore Fabrizio Chiancone - Quando non sanno cosa fare escono dall’aula. L’hanno già fatto diverse volte». «In Consiglio non di devono dare prove di coraggio - ha aggiunto il sindaco Gambino - ma neppure di vigliaccheria. Volevamo metterli davanti alle loro responsabilità, ma sono scappati con un mezzuccio. Sono andati ovunque, in passato, a dire che in città c’era un sistema marcio. Ora che è stato dimostrato che non è così, non hanno il coraggio di presentarsi». «Una situazione triste - ha proseguito Barrea - Una mancanza di rispetto verso la città e i cittadini. Sono lontanissimo, politicamente, dal Movimento Cinque Stelle, ma riconosco il fatto che hanno sempre portato avanti le loro battaglie sul piano politico, a differenza di quanto fatto da Latella. Loro non hanno esitato nel buttare fango sui loro avversari, sulle associazioni, sui dipendenti del Comune, sulle persone che lavoravano grazie al bando del San Paolo. Sono bravi a commentare sui social, ma hanno paura del confronto. Chi sa solo ricorrere alle azioni penali è un debole e frustrato. Il centrodestra cittadino avrebbe bisogno di rappresentanti migliori». Per il vicesindaco Federica Burdisso: «Una vergognosa mancanza di rispetto che getta disonore su quest’aula. Spero che in questo momento siano riuniti da qualche parte a scrivere le loro scuse per tutte le persone che hanno offeso e maltrattato».

La protesta del gruppo Latella
Secondo tempo
I tre consiglieri di opposizione non erano troppo lontani. Anzi, erano vicinissimi.
Marco Latella
Proprio davanti al Comune con uno striscione, “Distinti e distanti”, e con le fotografie di quell’incontro nell’ufficio dell’allora sindaco Barrea che aveva dato il là a tutta la vicenda. A fare che? A ribadire la loro posizione: «Non ci stiamo al teatrino della politica - ha evidenziato Latella - Non ci stiamo ad un Consiglio convocato con una interrogazione confezionata ad hoc per essere discussa immediatamente, quando le nostre e quelle dell’altro gruppo di opposizione attendono mesi prima di avere una risposta. E ci spiace che la Cescon si sia prestata a portare avanti questo giochino. Ci accusano di avere messo nei guai i dipendenti comunali? Niente di più falso. Abbiamo chiesto, come è nostra facoltà, della documentazione quando l’organico era a pieno regime. Piuttosto, spieghino loro perché molti dipendenti se ne vogliono andare da questo Comune». E sulle accuse di aver volutamente cercato di danneggiare qualche rivale politico? «Falso anche questo, tant’è che abbiamo fatto un esposto contro ignoti, solo perché c’erano delle cose che non ci tornavano. Avessimo avuto delle certezze, il nostro atteggiamento sarebbe stato molto diverso. CI siamo opposti ad una richiesta di archiviazione perché non era stata fatta alcuna indagine E il giudice ci ha dato ragione». Anche se l’archiviazione mette una pietra tombale su tutta la vicenda: «È un provvedimento temporaneo, invece, dal quale si può tornare indietro. Ci risulta - hanno aggiunto - che ci sia un ulteriore fascicolo incentrato sul contenuto di una chiavetta fatta pervenire ai giudici. Da parte nostra prendiamo atto dell’archiviazione anche se non la condividiamo. Ci sono ancora delle situazione che meritano risposte, o che aspettano di essere chiarite. Il giudice, per le foto che ritraggono alcune persone nell’ufficio del sindaco intente a imbustare materiale elettorale, dice che hanno sbagliato moralmente, ma non penalmente. Il bando del San Paolo? Il giudice dice che non tutto è stato regolare. Siamo pronti a dare le dimissioni, ma prima qualcuno ci dica il contenuto di tutti i messaggio inviati dall’allora sindaco Barrea con il telefono del Comune proprio prima delle elezioni».

Lo scontro
Terzo tempo
Il terzo tempo, nel rugby, è il momento nel quale le due squadre, dopo essersele date di santa ragione nel corso della partita, mettono da parte rancori e rivalità, e si rifocillano amabilmente. Ecco, a Borgaro il terzo tempo è stato un po’ diverso. È stato il momento nel quale le due squadre si sono trovate faccia a faccia: il gruppo Latella intento a manifestare, la maggioranza uscita dal Comune dal momento che il Consiglio, nel frattempo, era terminato. Toni accesi, come era facile prevedere. Accuse di vigliaccheria da una parte contro accuse di arroganza dall’altra. Animi sin troppo accesi e posizioni inconciliabili per una situazione che, a naso, sembra lontana dall’essere definitivamente conclusa.





Marco Ricci