Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 6 giugno 2018

Nasce tra Borgaro e Ciriè la piattaforma per l'ombrellone sharing (condiviso)

Giulia Schillaci e Stefano Gremo
Si sa che le idee più brillanti  arrivano quasi sempre per caso. Quella particolare cosa imprevista che ti accade e ti fa accendere una lampadina nel cervello. E' successo così anche a Giulia Schillaci, 24 anni, di Borgaro e a Stefano Gremo 26, di Ciriè. Quasi per caso. L'anno scorso, erano in vacanza in Sicilia, cercavano una spiaggia e si sono resi conto che quelle libere erano un carnaio, mentre gli stabilimenti balneari quasi vuoti. E, non perchè non ci fosse gente, ma perchè negli stabilimenti chi ha un abbonamento stagionale lo usa solitamente a singhiozzo. E, allora è nata l'idea o meglio una start up. Un progetto "Playaya" che significa spiaggia felice, o per tutti, e a prezzi contenuti. "Playaya” è un progetto o meglio una piattaforma, che porta per la prima volta la sharing economy sulle spiagge italiane, attraverso cui i bagnanti che possiedono un abbonamento in uno stabilimento balneare potranno condividere il loro ombrellone nei momenti di inutilizzo, anche ad ore, recuperando così dei soldi. Giulia e Stefano, infatti, si sono detti, se può esistere il car sharing, il bike sharing o il viaggio con auto condivisa di BlaBlaCar, perchè non può esistere anche l'ombrellone in modalità sharing. Detto fatto. Ci hanno studiato su, hanno intervistato gestori di stabilimenti balneari e utenti e hanno creato la piattaforma (www.playaya.it) e tra una decina di giorni saranno anche pronte le due apposite applicazioni. “Dopo due anni passati in giro per l’Australia, la Nuova Zelanda e la Thailandia – racconta Giulia con un diploma nel settore turistico - nel 2017 siamo tornati a casa con idee imprenditoriali ben precise e tanta voglia di metterci in gioco. E, voilà”. L'energia e l'entusiasmo non mancano e l'interesse da parte degli utenti, come hanno già avuto modo di sperimentare sulla loro piattaforma, neppure. In questo modo i bagnanti last minute (come li abbiamo chiamati noi) – conclude Stefano - potranno trovare un ombrellone a prezzo ridotto, anche per le ore di reale utilizzo e gli stabilimenti grazie al riuso di una risorsa lasciata vuota e alla condivisione che viene fatta direttamente dal loro cliente vedranno la loro spiaggia sempre piena in modo che possano aumentare le vendite al bar e i servizi. Insomma un sistema win win win per l'estate italiana”.