Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

domenica 3 giugno 2018

Nella contesa tra Barrea e Latella spunta una chiavetta misteriosa...

Non sono i tradizionali sassolini quelli che Vincenzo Barrea, Gigi Casotti, Giuseppe Ponchione e Marco Ricci si sono levati dalle scarpe, nel corso della conferenza stampa andata in scena giovedì pomeriggio, all’indomani dell’archiviazione del procedimento che li vedeva imputati con l’accusa di peculato. Sono stati veri e propri macigni scagliati, con estrema precisione, sul consigliere di opposizione Marco Latella e i suoi due compagni di avventura, Cristiana Sciandra e Alessandro Ferricchio.
Vincenzo Barrea
È toccato all’ex sindaco, ed attuale consigliere di maggioranza, aprire il fuoco di fila. «Per quattro anni siamo stati infangati. Ma ora che la vicenda si è schiusa con l’archiviazione, è giusto che facciamo sentire la nostra voce - ha ribadito - Questa vicenda è nata dopo le ultime elezioni quando, di nuovo, queste persone erano state sconfitte. E non avendo progetti e idee per quella città che li aveva bocciati, hanno cercato di gettare fango. Si di me, su altri componenti della  maggioranza, sui cittadini, sulle associazioni. Sulla città insomma. Ogni volta provando a cambiare l’oggetto delle loro critiche, dal momento che le accuse erano infondate: prima con i contributi alle associazioni, e poi vedendo che non si andava da nessuna parte, con il tesseramento del Pd, e poi con i progetti promossi dalla Compagnia di San Paolo. Accuse così inconsistenti che i giudici per due volte hanno deciso di archiviare, scontrandosi con la loro opposizione a questa decisione. Il loro disegno era chiaro: arrivare alle elezioni del prossimo anno con il procedimento ancora aperto, per giocarsi la campagna elettorale su queste cose, e non sui progetti che non hanno. Il risultato? Aver messo alla gogna persone al servizio della città. Aver spento quelle associazioni che da sempre cercavano di regalare iniziative e manifestazioni ai borgaresi».
Gigi Casotti
«Un’azione portata avanti in perfetta malafede, dal momento che cercavano di far passare il messaggio che la città fosse governata con una specie di sistema mafioso, nonostante sapessero benissimo che non era così - ha aggiunto l’assessore al Bilancio, Gigi Casotti -   Questa conclusione, l’archiviazione, da un lato è motivo di soddisfazione, ma dall’altro di profonda amarezza per il modo in cui sono state infangate una città, dei cittadini e, magari con un po’ di razzismo, alcune delle associazioni borgaresi».
Beppe Ponchione
Quello che non ha detto in conferenza stampa, il capogruppo Ponchione lo dirà in occasione del primo Consiglio comunale: «E avrò molto da dire a questi tre signori - ha esordito - Ci sono state persone che hanno costruito la loro credibilità e la loro onorabilità in tanti anni di lavoro e di servizio alla città, e che in un attimo si sono visti messi alla gogna. I tre consiglieri di opposizione non si sono curati dei danni, anche a livello di salute, che potevano provocare. Non si sono resi conto di aver bloccato il Comune per mesi, visto che i dipendenti hanno dovuto lavorare solo per cercare montagne di documenti. Non si sono resi conto di aver creato problemi ai dipendenti stessi. Per quanto mi riguarda di certo non finirà qui. Ne riparleremo al prossimo Consiglio».
Marco Ricci
Non è stato tenero neppure l’attuale segretario del Pd: «Che questa vicenda fosse assurda lo dimostra il fatto che sono stato accusato come segretario del Partito Democratico. Carica che ho assunto nove mesi dopo i fatti contestati - ha spiegato - Hanno ribadito in più occasioni di aver agito spinto non da motivi personali, ma nell’interesse della città. È chiaro a tutti che non è così. Siamo stati accusati da una nostra ex tesserata che ha fatto le stesse cose che ho fatto io. Per cui non capisco perché io mi sono trovato coinvolto in questa vicenda, e lei no. Bisogna dire che al momento di indicare i nomi di coloro che avrebbero composto la lista, questa persona era stata esclusa. Per questo si è avvicinata al gruppo Latella e, come prevede il regolamento, è stata espulsa. Da quel momento me l’ha giurata: quello che è mi è successo è solo la conseguenza di quella promessa».
Claudio Gambino
«Non posso che esprimere la mia soddisfazione per l’archiviazione di questa vicenda. Sono soddisfatto come amico di quattro persone che si sono sempre impegnate per la città, e che si sono viste piovere addosso montagne di fango. Sono soddisfatto come tesserato del Pd, uno dei pochi partiti che fa politica in questa città, e che esce da tutto a testa alta. Sono soddisfatto come capolista di una formazione che alle elezioni ha sconfitto questi personaggi. E sono soddisfatto come sindaco di una città che può finalmente levarsi il fango che le è stato gettato addosso. Borgaro non è quella che il gruppo Latella ha voluto dipingere: per cercare di dare un’immagine che non era quella reale non hanno avuto scrupolo di passare sulle persone, sulle associazioni, sui volontari. Andando a  toccare anche quella che è sempre stata la madre di tutte le manifestazioni: Festa Insieme».
Le conseguenze
Quello che è certo è che difficilmente l’archiviazione metterà una pietra tombale su quanto accaduto in questi anni. E se il capogruppo Ponchione ha lasciato intendere che è intenzionato a procedere legalmente contro il gruppo Latella, gli altri protagonisti della vicenda non scoprono (troppo) le carte: «Parleremo con i legali - ha spiegato Barrea, illustrando le propria posizione assieme a quella di Casotti e Ricci - Se ci saranno gli estremi per procedere in sede civile, chiedendo il risarcimento per il danno subito, allora lo faremo».
Il mistero della chiavetta
Proprio mentre l’iter giudiziario volgeva al termine, la partita si è arricchita di un nuovo elemento: una chiavetta, fatta pervenire assieme ad una lettera anonima, ad organi di stampa, avvocati e giudici. Una chiavetta contenente il file audio di una conversazione tra tre cittadini borgaresi (ampiamente riconoscibili dalle voci) da cui emergerebbe una gestione poco chiara, diciamo così, del Pd cittadino. «Questo nuovo elemento servirà per scrivere nuovi capitoli? Non lo so. Io preferisco parlare di cose certe - ha aggiunto Barrea - La cosa certa è che c’è stata una archiviazione. E di questo vogliamo parlare. Inoltre, in procura hanno ascoltato questo file. Si sono presi del tempo per ascoltarlo. E se poi hanno deciso di archiviare ugualmente il procedimento...beh, il giudizio che se ne può dare è chiaro». «Non ho ascoltato il file - ha aggiunto Ricci - Ma so che tutta quanto attiene al tesseramento è stato esaminato dai probiviri e non hanno riscontrato alcunché di irregolare. Se poi le persone registrate, e che all’epoca ricoprivano ruoli di vertice nel partito, non hanno lavorato bene, è a loro che bisogna chiedere, non a noi».