Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 2 giugno 2018

Protesta degli agricoltori a Roma per il mancato rimborso delle calamità naturali. Gli imprenditori torinesi aspettano dalla Stato 1,7 milioni di euro




Manifestazione contro lo Stato, che deve mezzo miliardo di euro agli imprenditori agricoli  che hanno subito le calamità naturali. “La burocrazia fa più danni della grandine”,
Fabrizio Galliati
“Stato di calamità o Calamità di Stato?”: sono solo alcuni degli slogan apparsi su striscioni e cartelli di coltivatori e imprenditori provenienti da tutta Italia, compresi quelli piemontesi, che mercoledì 30 maggio, a Roma, hanno protestato davanti al ministero delle Politiche agricole. La manifestazione è stata organizzata da Asnacodi, Associazione dei consorzi di difesa, con il sostegno di Coldiretti.  In Italia sono centomila gli agricoltori che hanno stipulato polizze assicurative, incentivati dallo Stato che ora, da anni, non rispetta le scadenze.
«L’Italia rischia di perdere centinaia di milioni di risorse comunitarie - spiega il presidente provinciale di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati - destinate a un intervento strategico per l’agricoltura italiana, di fronte agli ingenti danni provocati dai cambiamenti climatici. Gli imprenditori, vista la difficile situazione economica attuale, si trovano a dover far fronte a forti impegni economici per cui l’arrivo di tali contributi è fondamentale per la sopravvivenza delle imprese. E’ paradossale che l’Ue abbia già erogato i fondi e che queste risorse, da anni, siano ferme nelle casse ministeriali. Chiediamo l’intervento del presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, affinché possa sbloccare la situazione per fare finalmente arrivare alle nostre imprese la liquidazione dei contributi, risalenti addirittura al 2015, oltre a quelli degli anni successivi. Occorrono subito misure straordinarie per allineare i pagamenti».
 Nel 2015 in Piemonte è stato erogato solo il 61 per cento dei contributi stimati: 16 milioni e 159.920 euro su 26 milioni e 491.166 tra uva da vino, altre colture - quali mais, orzo e altre – zootecnia e serre. Nel 2016, la situazione è precipitata visto che sono stati pagati soltanto il 26,6 per cento dei contributi stimati: 7milioni e 374.027 euro su 27.747.076. A Torino, nel 2015 sono venuti a mancare quasi 530mila euro di contributi previsti, mentre nel 2016 i contributi non erogati ammontano a 1.148mila  euro.