Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 23 giugno 2018

Volpiano - "Sul fallimento Comital intervenga il ministro Di Maio". La richiesta della vice presidente del Senato, Rossomando. Venerdì 29 assemblea aperta con tutte le istituzioni locali

I lavoratori al presidio davanti al Tribunale di Ivrea

“Il fallimento della Comital è un duro colpo per l'industria di qualità italiana. Mi auguro si trovi rapidamente una soluzione per i 110 dipendenti. Come istituzioni saremo a fianco dei lavoratori e dei loro rappresentanti per cercare una soluzione a questa crisi che tuteli l'occupazione così come la continuità produttiva”. A dichiararlo è la vice preidente del Senato, Anna Rossomando del PD. “Il territorio canavesano ha patito più di altri questi anni di crisi economica – prosegue  - ed è importante tutelare un presidio industriale come quello di Comital. Il Governo e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio devono farsi carico di questa situazione, a partire dagli ammortizzatori sociali. Personalmente sono a disposizione fin da ora per incontrare i lavoratori e le rappresentanze sindacali”. Intanto, lavoratori, sindacati, istituzioni locali stanno cercando soluzioni alternative per riattivare la continuità produttiva e consentire ai lavoratori di percepire fino a novembre la cassa integrazione straordinaria. L'altro giorno lavoratori e sindacati hanno incontrato presidente del Tribunale di Ivrea, Vincenzo Bevilacqua, insieme al curatore fallimentare. "Abbiamo evidenziato al presidente del Tribunale lo sconcerto dei lavoratori di fronte ad una decisione – commentano Federico Bellono e Julia Vermena della segreteria torinese Fiom-CGIL che, senza continuità aziendale, sarà revocata anche la cassa integrazione prevista fino a novembre. Situazione che può essere recuperata in presenza di una prospettiva di vendita o affitto dell'azienda, cui il curatore intende lavorare con la massima celerità”.
Per venerdì 29 giugno alle 10, davanti ai cancelli dello stabilimento è prevista un’assemblea aperta con i sindaci dei Comuni interessati come già era avvenuto ad agosto di un anno fa dopo l’annuncio dell’azienda di licenziare tutti 140 lavoratori e di liquidare l’azienda per cessata attività. Allora al presidio dei lavoratori (durato ininterrottamente per tre mesi) arrivarono primi cittadini, assessori, consiglieri di una ventina di Comuni della zona.