Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 31 luglio 2018

Dal raduno montano della Coldiretti arriva forte e chiaro il "no" al Ceta. Roberto Moncalvo: "si rischia di premiare chi produce a costi più bassi e senza rispetto per l'ambiente, i lavoratori e la sicurezza alimentare"



Si è svolto domenica scorsa, 29 luglio, ad Usseaux,  in località Pian dell’Alpe, all’interno del Parco Orsiera Rocciavrè, la 61esima edizione del “Raduno montano”, organizzato dalla Coldiretti Torino.
Gli agricoltori che con le loro famiglie sono arrivati da tutto il torinese per ritrovarsi e
condividere una giornata di festa al fresco delle montagne sono stati 1500.
"Oggi per produrre a prezzi bassi in certi Paesi si stanno creando nuove forme di schiavitù.- ha sottolineato il presidente nazionale della più grande associazione di agricoltori, Roberto Moncalvo -. Qualcuno pensava che la globalizzazione avrebbe risolto gran parte dei problemi invece oggi vediamo che non è così. Cambiare rotta è possibile. Stiamo provando a farlo opponendoci all’accordo Ceta con il Canada. Un trattato che vuole fare da apripista per tanti altri che non convengono al nostro Paese e alla nostra agricoltura. Se non avremo il coraggio di dire "no" al Ceta rischiamo di premiare chi produce a costi più bassi senza rispetto per l’ambiente, i lavoratori agricoli e la sicurezza alimentare. Sul no al Ceta oggi abbiano già raccolto la solidarietà di centinaia di Comuni, di 15 regioni italiane e la promessa del Governo di non ratificare questo accordo". All'iniziativa di domenica   hanno partecipato anche l'assessore egionale all'agricoltura, Giorgio Ferrero, il presidente provinciale di Coldiretti Fabrizio Galliati e il direttore della federazione torinese Michele Mellano.