Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 13 luglio 2018

Leini - Interrogatorio di garanzia questa mattina per Severino Bergamini, l'uomo che ieri mattina ha ucciso a martellate la suocera. "Adelina? Una persona buona e mite" è il ricordo dei suoi concittadini

Il luogo della tragedia


“Mia nonna era una persona meravigliosa. Una persona mite. Non è vero che mio zio avesse delle tensioni con lei. In questi ultimi mesi poi era così malata da non aver neppure la forza di parlare, figuriamoci di litigare con lui”. E’ un dolore pieno di dignità quello di Isabella Spezzano, nipote di Adele Crosetto, l’84enne uccisa ieri in via Provana 21, mentre 
Adele Crosetto
ancora dormiva, dal genero Severino Bergamini di 72 anni. 
La ricordano come una persona buona e mite anche le tante persone che l’hanno conosciuta e non sanno darsi una ragione per quanto è successo in quel cascinale a pochi passi dal vecchio municipio. “Abbiamo sopportato tante cose per il quieto vivere – continua Isabella - adesso abbiamo bisogno che si faccia chiarezza. Ma, ripeto mia nonna con lui non ha mai avuto nessuna tensione. Le tensioni le aveva lui, nella sua testa”.
Severino Bergamini
Bergamini da ieri nel carcere di Ivrea, questa mattina, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al pm Elena Parato della Procura di Ivrea ha finalmente ha parlato. Ieri ai carabinieri della stazione di Leini che lo hanno fermato dopo che lui stesso li aveva chiamati, non aveva detto una parola e si era perfino rifiutato di firmare il verbale d’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Mario Benedetto del foro di Ivrea, ha spiegato di non sapere perché lo ha fatto. “Non c’è stata una causa scatenante – spiega il suo legale –. E’ stato un raptus di follia probabilmente causato da tanti anni di litigi e dissapori, ma problemi di soldi e di eredità come è stato scritto non ce ne sarebbero”. 
Domani Bergamini comparirà davanti al giudice Stefania Cugge per la convalida del fermo.