Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 28 agosto 2018

Morbillo: l'allarme dell'Organizzazione Mondiale di Sanità. Nei primi sei mesi dell'anno, in Europa, oltre 41mila casi. Più di 2mila casi in Italia



E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello pubblicato lo scorso 20 agosto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: solo nella prima metà del 2018 è stato registrato il più alto numero di casi di morbillo dal 2010 ad oggi. Da gennaio a giugno, infatti, in Europa i casi di morbillo sono stati oltre 41mila, e almeno 37 le morti conseguenti l’infezione. E, l'Italia è tra i 7 Paesi in cui si è superato il migliaio di casi, con Ucraina, Francia, Georgia, Grecia, Russia e Serbia. La colpa è dell’abbassamento della percentuale di immunizzazione della popolazione.
Il virus, infatti,  non riesce a proliferare in una comunità in cui almeno il 95% della popolazione sia stato vaccinato. Questa immunizzazione, detta di “gregge” impedisce ai patogeni di circolare proprio perché circondati da soggetti immunizzati contro di essi. Inoltre protegge le persone più deboli (ad esempio i pazienti in chemioterapia) o che non possono essere immunizzate (i bambini con meno di un anno)
Prevenire il morbillo è semplice: bastano due dosi di vaccino trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia) da somministrare intorno all'anno di vita e con un "richiamo" attorno ai 5-6 anni. L’Istituto Superiore di Sanità riporta nel suo bollettino di luglio che in Italia, dal 1 gennaio al 30 giugno 2018, venti Regioni hanno segnalato oltre 2mila casi di morbillo, 4 decessi, e 14 casi di rosolia. “Il 91,3% dei casi – illustra il bollettino ufficiale dell’ISS – non era non vaccinato al momento del contagio, il 5,4% era stato vaccinato con una sola dose. Quasi la metà (48,9%) ha sviluppato almeno una complicanza, mentre il 59,5% dei casi totali è stato ricoverato. Inoltre, 87 casi sono stati segnalati tra operatori sanitari".