Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

lunedì 6 agosto 2018

Viaggio tra le biblioteche più belle d'Italia: Napoli, biblioteca Vittorio Emanuele III



Prosegue il nostro viaggio nelle più belle biblioteche italiane.  
Dopo Torino oggi facciamo visita alla biblioteca Nazionale di Napoli, "Vittorio Emanuele III", la terza  d'Italia per numero di volumi dopo  Roma e Milano, situata  all'interno del
 Palazzo Reale, in piazza Plebiscito. La Biblioteca venne fondata nel XVIII secolo, quando si cominciarono a collocare nel Palazzo degli Studi le raccolte librarie fino a quel momento conservate nella Reggia di Capodimonte.  Dopo l'unità d'Italia fu ulteriormente arricchita con i fondi provenienti dalla soppressione degli ordini religiosi e con importanti doni e lasciti. Nel 1910 fu annessa alla Biblioteca l'Officina dei Papiri Ercolanesi istituita da Carlo di Borbone per custodire e svolgere i papiri provenienti dagli scavi di Ercolano del 1752-1754. Nel 1922  grazie soprattutto all'interessamento di Benedetto Croce, ne fu deliberato il trasferimento a Palazzo Reale. In quegli anni furono annesse alla Nazionale la Biblioteca del Museo di San Martino, la Brancacciana, la Provinciale, la San Giacomo e, in seguito al trattato di Saínt Germain ed alla convenzione artistica di Vienna, fecero ritorno a Napoli i preziosissimi manoscritti che nel 1718 Carlo VI d'Asburgo aveva forzatamente fatto trasferire a Vienna e che comunemente sono chiamati "ex viennesi".  La Biblioteca ha subito anche gravi danni a causa del terremoto del 23 novembre 1980, quando fu necessario sgombrare tutta l'ala verso il mare, seriamente lesionata, e trasferire in altre parti dell'edificio il materiale librario e le relative sezioni. La biblioteca conserva tra gli altri, manoscritti rari e speciali graci e latini, canti dai manoscritti autografi di Giacomo Leopardi (da L'infinito a Silvia al Sabato del villaggio) fino ai Papiri Ercolanesi.