Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 25 settembre 2018

Mappano, don Garbiglia ha fatto il suo ingresso nella comunità parrocchiale


Il settimo parroco nella storia della comunità cristiana di Mappano, ha fatto il suo ingresso domenica scorsa. E’ un volto già noto ai mappanesi. Una figura umana e sacerdotale che ha lasciato un segno indelebile: don Pierantonio Garbiglia. Unanimemente apprezzato e conosciuto da tutti come “don Pier”. Un pastore dunque non nuovo per la parrocchia . Il sacerdote era già stato in passato, parroco di questa comunità, fece infatti il suo primo ingresso il 2 febbraio del 1998. Dopo l’esperienza parrocchiale a Mappano, la sua vicenda umana e sacerdotale proseguì con una significativa esperienza missionaria a Belem, in Brasile, poi il ritorno in Italia e l’impegno pastorale ad Andezeno, fino all’arrivo alla vicina Leinì, di cui il sacerdote è parroco da cinque anni. Dunque un parroco per due distinte anche se limitrofe realtà parrocchiali. Una esperienza mai vissuta prima su questo territorio. A cui don Garbiglia non ha voluto certo sottrarsi, vuoi per il profondo legame che vi è sempre stato fra il sacerdote e la comunità mappanese, lungo tutti questi anni, un legame, per sua stessa ammissione “duraturo e sincero”, un po’ perché a fronte di situazioni sempre più complesse da gestire, bisogna scegliere nuove vie, e quella di un parroco, per due parrocchie, per quanto temeraria, è sembrata in questo momento la più opportuna e più praticabile. Un ruolo prezioso, lo svolgerà anche la Piccola Casa della Divina Provvidenza il Cottolengo, posta quasi a “cerniera” fra Mappano e Leinì, lo stesso neo parroco, durante la sua prima omelia  mappanese, ha affermato che la vicina struttura del Cottolengo, avrà una sua specifica parte, in questo processo di riorganizzazione e gestione della vita delle due comunità, ad esempio con la messa feriale del lunedì, che si celebrerà nella cappella del Cottolengo di strada Cuorgnè. Certo, don Pierantonio non sarà solo a gestire la quotidianità e la complessità di due grandi parrocchie come quelle di Mappano e di Leinì. Per Mappano infatti, gli sarà a fianco nella sua nuova gestione pastorale, il diacono Matteo Suozzo che, con la sua famiglia, si è già trasferito a vivere nei locali del parroco precedente, nella canonica di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, mentre don Garbiglia manterrà la sua abitazione a Leinì. Una scelta fondamentale questa, che potrà così garantire un migliore e costante rapporto fra comunità ed il parroco don Garbiglia. Non è un caso che domenica scorsa il nuovo parroco di Mappano ed il diacono, abbiano fatto insieme l’ingresso, ed insieme concelebrato con il parroco di Borgaro don Stefano Turi, ed il vicario episcopale per il Distretto di Torino Nord don Claudio Baima Rughet, proprio per dare un segnale forte a tutta la comunità, che insieme lavoreranno pastoralmente. Ad accoglierli sul sagrato della chiesa di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, oltre ai fedeli mappanesi, molti coloro provenienti dalla parrocchia di Andezeno e dalla vicina Leinì, anche un sindaco, il primo sindaco di Mappano: il professor Francesco Grassi. Il sindaco di Mappano, accompagnato da diversi amministratori: il vice Paola Borsello, l’assessore Massimo Tornabene, il presidente del consiglio comunale Sergio Cretier, la consigliera margherita Profiti, e per le minoranze il consigliere Valter Campioni, ha accolto a nome di tutta la comunità civile, il nuovo parroco don Garbiglia. “13 anni fa don Pier lasciava questa comunità - ha esordito il sindaco – da allora le nostre strade si sono separate, prendendo direzioni diverse, per poi ricongiungersi oggi. La nostra è una comunità importante e viva, ancora in crescita. Speriamo che tutte le sfide che dovremo affrontare le affronteremo insieme. Come amministrazione siamo sicuramente pronti ad collaborare con la parrocchia. Sappiamo le difficoltà, sappiamo che sarà un impegno in salita, le due parrocchie insieme, superano i 20 mila abitanti, ma sappiamo anche che il diacono saprà fare molto, insieme ai tanti parrocchiani che hanno già avuto modo di conoscerti ed apprezzarti in passato”. Così don Pier, visibilmente emozionato, è ritornato 20 anno dopo, in quella che fu la sua prima parrocchia. Per stessa ammissione del sacerdote, un turbinio di emozioni e ricordi hanno accompagnato questo ritorno “Avevo 32 anni quando fui nominato parroco di Mappano – ha ricordato il sacerdote nella sua omelia  - non nego che Mappano sia sempre rimasta nel mio cuore. Non me ne vergogno assolutamente, perché è una comunità che si fa amare questa. Come è innegabile che molti mappanesi mi abbiamo voluto bene in questi anni. E’ innegabile però anche che siamo cambiati. Voi avete vent’anni di più, come me. Ci sono nuove sfide da affrontare. Abbiamo camminato per le strade volute da Dio. Ed oggi quelle stesse strade tornano a ricongiungersi. Questa è una comunità con molte unicità. Una comunità bella ed interessante, che sono certo saprà dare ancora molto in termini di solidarietà ed impegno evangelico”.
Davide Aimonetto