Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 13 novembre 2018

San Benigno - La Tridentina in Piemonte: esercitazioni, amicizie e perfino matrimoni


Il ricordo degli Alpini della Tridentina che fecero il loro addestramento in Piemonte per la campagna di Russia, rivive durante la presentazione del libro "La Tridentina in Piemonte" in programma venerdì 16 novembre alle 21 a Villa Volpini.  Sarà una serata speciale perchè non solo sarà presente l'autore, Franco Voghera, ma sarà ricordata la IXX  batteria a San Benigno con i sanbenignesi citati nel testo.
Con questa iniziativa vengono ricordati i ragazzi che provenivano dalle terre dell’Alta Lombardia e del Veneto per poi partire per la drammatica guerra di Russia.  Dopo mesi di esercitazioni nell’alta Valsusa, gli alpini della Tridentina erano rimasti per nove mesi nelle zone dell’astigiano, del torinese e della bassa Valsusa per la preparazione alla nuova campagna di guerra, stabilendo spesso rapporti di amicizia con le popolazioni locali. Era la vita militare prima dell’inferno russo, partendo nel luglio 1942 dalle stazioni di di Asti, Torino, Chivasso, Avigliana, Collegno. L'iniziativa è organizzata dalla locale associazione Alpini, del Circolo Donna e della Biblioteca.
"Per San Benigno c’è l’interessante racconto di Fiorino Carrea (classe 1923), che a quell’epoca non abitava ancora a San Benigno - spiega lo storico sanbenignese, Marco Notario - ma dei cui eventi ha notizie lucidissime. Molto toccante per esempio il ricordo dei corteggiamenti tra soldati e ragazze che portò poi al matrimonio di tre coppie, ancora oggi conosciute in paese. In particolare per una di queste (Teresina Costa e Adolfo Vedovato) c’è una testimonianza ulteriore, quella del figlio Sergio, che in merito ha di recente lui stesso curato la pubblicazione di un libro.
Inoltre,  questi Alpini in paese aiutarono anche i contadini e alcuni esercizi commerciali.
Infine una curiosità. Il cannone che fiancheggia il monumento agli Alpini a San Benigno fu donato proprio da Adolfo Vedovato e una pietra-targa ricorda appunto i reduci della 19° batteria".
Ingresso libero