Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 8 gennaio 2019

Caselle - La memoria vaccino culturale contro l'indifferenza. Caselle ci prova con un fitto calendario di appuntamenti


"Ricordare è un dovere". Non è questo solo il titolo della rassegna organizzata dall'assessorato alla cultura e dalla biblioteca per celebrare il giorno della memoria. E' un imperativo categorico per il Comune di Caselle che da anni con le scuole, le associazioni e la comunità ebraica sta lavorando ad un progetto più ampio che non riduca la data del 27 gennaio alla semplice celebrazione di un giorno, ma diventi sempre più riflessione e conoscenza dilatata nel tempo. Non un solo giorno, dunque di memoria collettiva, ma la consapevolezza dei fatti storici che portarono alle leggi razziali prima e alla soluzione finale poi. La "malattia", come l'ha definita l'assessora, Erica Santoro, non riconosciuta a tempo debito o forse ignorata, che condusse all'orrore di Auschwitz e che oggi ci sta portando nuovamente fuori dalla strada maestra. Un pericolo concreto che va contrastato assolutamente. Come? Attraverso la conoscenza, la cultura.  Come spesso accadde per tematiche delicate come il ricordo, c’è chi tende a dimenticare e ad offuscare questi ricordi, secondo proprie ideologie che vanno in contrasto con quelle comuni. Ecco il senso e il significato della rassegna organizzata da Caselle. Anzi, Santoro ha un progetto ancora più ampio in mente: coinvolgere tutti gli assessori alla cultura di Net in un grande lavoro di territorio. Un lavoro fatto di tanti eventi che in maniera itinerante si snodino in tutta l'area dell'Unione. Un lavoro  da fare anche con le scuole perchè i ragazzi sono il futuro e il futuro è oggi. Oggi troppi di noi sono troppo impegnati, o pigri o semplicemnte non vogliono fermarsi a riflettere, a capire. Non vogliono sapere. Tutte queste persone però oggi sono complici esattamente come tutti coloro che tra il 1935 e il 1945 pur sapendo, permisero che si commettesse uno dei crimini più orrendi conosciuti dal genere umano: la discriminazione. "Ricordare è un dovere". Un dovere sacrosanto e l'amministrazione lo sa bene. Questo è il senso degli eventi in calendario. 
Si inizia questo venerdì 11 gennaio alle 20,30 in sala consigliare con la presentazione del libro "1938 Francamente razzisti - Le leggi razziali in Italia" di Claudio Vercelli con introduzione di Davide Aimonetto. Un libro e un progetto con le scuole medie perchè "i giovani sono schiacciati sul presente - sottolinea il professor Vercelli -. L'obiettivo è offrire loro  una senso della prospettiva storica. Insegnare loro il valore della cittadinanza".
Si prosegue il 18 gennaio, alle 20,30 in sala Cervi con la proiezione del film documentario "Storia di 1 tram" di Elis Karakaci e Alessandro Genitori prodotto da Cinemage. La presenza dei registi aiuterà il pubblico a meglio comprendere le tematiche  trattate: la Torino degli anni '30, il fermento culturale, i salotti, i divertimenti proibiti, ma anche le leggi razziali e la repressione fascista. "Perchè il cinema è uno strumento culturale e di divulgazione potentissimo - afferma Vittorio Sclaverani, presidente dell'associazione Amici del Museo del Cinema -. Questa collaborazione con Caselle è importantissima e il nostro obiettivo è quello di costituire un gruppo di cinefili sul territorio".
Si continua con il tetaro il 26 gennaio alle 21 in sala Cervi con lo splendido spettacolo "Shalom Aleikhem!" dell'associazione it.Art, liberamente ispirato alla straordinaria figura di Giuseppe Jona, presidente della comunità ebraica di Venezia  che piuttosto di consegnare l'elenco degli ebrei di Venezia con un grande atto di coraggio si tolse la vita. "Un personaggio realmente esistito - chiarisce Fabrizio Frassa - che abbaimo scoperto per caso, un eroico italiano".
Il 3 febbraio  alle 21 in sala Cervi, la Pro Loco propone lo spettacolo "I bambini e la Shoah".
Infine l'8 febbraio alle 20,30 in sala consigliare,  "Yad Vashem e il tribunale dei giusti" conferenza di Davide Aimonetto, graduate International School for Holocaust Studies of Yad Vashem di Gerusalemme.
Radicalità, comunicazione, barriera contro lo sdoganamento di certo linguaggio. Secondo il sindaco Luca Baracco in questa fase storica bisogna osare di più. Bisogna provare a rompere il silenzio e uscire dalla mera dimensione celebrativa del 27 gennaio. Imparare, capire e riflettere rende liberi.
Proprio come accadde allora, anche oggi in Europa quei partiti populisti di destra che tanto successo hanno riscosso negli ultimi anni, giocano sulle paure, sugli egoismi, sull’ignoranza delle persone comuni. Oggi come allora la costruzione del consenso partì da messaggi che cercavano di infondere la paura del diverso, il rancore verso precisi gruppi sociali, finendo per diventare una valvola di sfogo capace di andare oltre il recinto tradizionale della politica.