Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

martedì 15 gennaio 2019

Flex Tax: il portale che raccoglie e cerca di risolvere i dubbi degli italiani sul regime forfettario


Il regime forfettario per le partite IVA che fatturano meno di 65mila euro l’anno è legge. Ma confusione e dubbi continuano ad essere all’ordine del giorno.
Per aiutare il popolo delle partite IVA, che il Governo  ha stimato in circa 1 milione e 400mila nel 2019,  (ma anche quello dei commercialisti) è nato un sito internet, "Flex Tax", lanciato a dicembre da una società torinese, MarketingTorino, in collaborazione con un gruppo di contabili, commercialisti e consulenti del lavoro che, con oltre 15mila accessi unici al giorno, è diventato il punto di riferimento in Italia su tutti i temi legati al forfettario. 
“Il sito è nato con una specializzazione verticale per semplificare la gestione della contabilità delle partite IVA del regime forfettario ed è strutturato come un e-commerce di servizi per le imprese - spiega Fabio Pennella, fondatore di Flex Tax -. Abbiamo un blog in continuo aggiornamento che conta già oltre 100 articoli dedicati al regime forfettario e un’area FAQ semplice ma molto completa. Oggi si collegano al nostro portale oltre 1500 utenti unici al giorno e stiamo offrendo assistenza gratuita dedicata a moltissimi di loro. Notiamo smarrimento, confusione, non solo da parte delle partite IVA, anche i commercialisti ci chiedono informazioni. Il 70% di chi si collega sta orientandosi ad una decisione. I principali dubbi che registriamo sono relativi alla possibilità di accedere al regime forfettario da parte di chi ha quote in Srl, poiché su questo punto il decreto non è chiaro. Altro grande nodo da sciogliere, oggetto di tante domande degli utenti, è se può passare al regime forfettario chi fattura prevalentemente ad un datore di lavoro, ex o attuale. Molti ci chiedono anche chi e come può passare dal regime ordinario al regime forfettario".
Chi si sta orientando al regime forfettario? "I nostri dati parlano chiaro prosegue - soprattutto geometri, medici, ingegneri, agenti di commercio, parrucchieri e freelance del web. I nostri utenti si collegano da tutto lo stivale  e questo ci offre la possibilità di disegnare una fotografia dell’Italia delle Partite Iva. La città che registra la maggiore vivacità è Roma, seguita da Milano, Napoli,Torino, Firenze, Bologna e Palermo. Tuttavia è la Lombardia a guidare la classifica di coloro che hanno già deciso in merito al passaggio al regime forfettario, seguita da Veneto e Lazio; nelle altre regioni molti si stanno ancora orientando”.