Lun, 15 Ago, 2022

Il "giallo" Zaccone e gli errori nelle delibere tengono banco al Consiglio di insediamento di Marsaglia

Il "giallo" Zaccone e gli errori nelle delibere tengono banco al Consiglio di insediamento di Marsaglia

In scena giovedì 30 giugno il "Primo Marsaglia" tra polemiche e proteste

Pubblico delle grandi occasioni, applausi, pochi minuti per l'approvazione delle delibere di rito per l'insediamento del nuovo Consiglio comunale, concordia, complimenti e strette di mano. Insomma, quasi una festa

Questo è quello che accade di norma alla prima seduta di tutti i Comuni d'Italia, ma non a Caselle, dove giovedì 30 giugno è andato in scena il "Primo Marsaglia" in un'atmosfera di tensione con i tre gruppi di opposizione pronti fin da subito a dar battaglia.

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Un Consiglio - dopo la foto di rito e l'augurio al neo sindaco, della baby sindaca del CCRR, Paola Simoniello - di fuoco (almeno nella prima parte), altro che il classico iniziale almeno "oggi volemose bene"...

Il "giallo" Zaccone

Una vicenda che non poteva di certo passare sotto silenzio, anche perchè il primo fondamentale ed ineludibile punto al Consiglio di insediamento è proprio l'approvazione e l'esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri, senza la quale non si può procedere nei lavori. 
Il primo a prendere la parola dopo la lettura della delibera da parte del sindaco, è stato Endrio Milano (Progetto Caselle 2027) che ha chiesto conto delle dimissioni di Franco Zaccone eletto numero 1 della lista "Caselle nel Cuore" con 408 voti, che secondo le dichiarazioni rilasciate dalla maggioranza , avrebbe lasciato per "motivi di stress personale", mentre per la "piazza" per una questione di ineleggibilità dovuta ai suoi guai giudiziari del passato.

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«Perchè se fosse vera la seconda - ha esordito Milano - i suoi voti sarebbero nulli, come pure quelli delle donne che siedono in questo Consiglio, cui Zaccone ha tirato la volata presentandosi in tandem con loro. Nel concreto non cambierebbe nulla, avreste vinto lo stesso, ma potrebbe cambiare la composizione del Consiglio. Inoltre se fosse così, Zaccone non avrebbe dovuto dimettersi, ma essere revocato da questo Consiglio comunale. Una risposta da parte vostra è doverosa. Perchè secondo la normativa, ribadita dal Consiglio di Stato, un consigliere è tale dalla proclamazione degli eletti ed è lì che devono uscire cause ostative di ineleggibilità e incadidabilità e ha una rilevanza politica, giuridica e amministrativa. Se il 14 alla proclamazione degli eletti il signor Zaccone era incadidabile e si è fatto tutto questo pastrocchio per evitare la decadenza, le responsabilità penali sarebbero di tutta la maggioranza e questo metterebbe in discussione il risultato delle elezioni. Quindi è su questo che dovete darci una risposta».

Una risposta che, nonostante l'insistenza anche di Andrea Fontana (Insieme per Caselle Futura) di Paolo Gremo e Luca Baracco (Caselle per tutti) non è arrivata. Completamente muta  la maggioranza e il sindaco, a tal punto che i tre gruppi di opposizione in questi giorni richiederanno l'accesso agli atti e se non sarà sufficiente ricorreranno alla Prefettura.

Lo scontro Messina-Milano

A questo punto gli animi si sono surriscaldati e il capogruppo di maggioranza Salvatore Messina, invece, di tentare di dare risposte ai pressanti e più che legittimi quesiti posti da Milano, ha pensato bene di ricorrere agli insulti «Sono nuovo in un Consiglio comunale e sono più nuovo di Milano che sono 20 anni che fa politica e non ha mai preso i voti per entrare in un Consiglio comunale tranne questa volta» e rivolto a Baracco e Gremo «noi abbiamo vinto le elezioni perchè per dieci anni il consigliere Baracco, ex sindaco, e il consigliere Gremo ex vicesindaco, candidato sindaco perdente le elezioni non hanno fatto niente». 

Dichiarazioni che hanno surriscaldato gli animi, a tal punto, da costringere Marsaglia a togliere addirittura la parola al suo capogruppo di maggioranza.

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Gli errori nei documenti

Troppi e troppo gravi. A cominciare dai numeri di protocollo che non tornano, come sottolineati a turno da tutti.

«Come è possibile che il numero di protocollo delle dimissioni di Zaccone - ha chiesto Milano e ribato poi sia Fontana sia Baracco - sia successivo  quello dell'accettazione dell'incarico di Antonella Cardascia, prima esclusa che subentra a Zaccone? Semmai dovrebbe essere il contrario. Cosa significa? Che Cardascia ha accettato l'ingresso in Consiglio ancor prima che Zaccone si dimettesse?».

Un intervento che ha letteralmente fatto trasecolare Marsaglia e fatto arrampicare sui vetri la segretaria comunale, Diana Verneau che ha fornito una spiegazione attraverso la quale era impossibile convincere chiunque. Anche questo fa parte della collana di "gialli" che Caselle sembra destinata a scrivere da qui al 2027.

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Ma non basta ancora perchè non pochi sono gli errori rilevati e descritti con puntigliosa cronologia da Baracco: dalla convocazione del Consiglio comunale in data 23 giugno che tra i convocati inserisce Roberto Turletto (in sostituzione di Massimiliano Turra di Insieme per Caselle Futura che fin da subito non ha accettato l'incarico) e Antonella cardascia senza prevederne la surroga come previsto dalla legge, tant'è che quattro giorni dopo, il 27 giugno, Marsaglia è costretto a correre ai ripari aggiungendo all'ordine del giorno un'apposito emendamento, sottoscritto da lui stesso e da due consiglieri di maggioranza.

E non basta ancora perchè proprio nell'emendamento che fa riferimento al verbale della proclamazione degli eletti del 14 giugno, non vengono citati Turra e Zaccone, invece, proclamati eletti e che solo successivamente il primo ha rinunciato all'incarico (17 giugno) e il secondo si è dimesso (23 giugno). Come se, insomma i proclamati eletti fossero stati 14 e non 16.

Una serie di errori che ha indotto Baracco a richiedere la sospensione del Consiglio e la riconvocazione a stretto giro - un po' come era avvenuto a Settimo 3 anni fa - ma la maggioranza è rimasta ferma sulle sue posizioni e, alla fine, per la prima volta nella storia di Caselle (e forse dei Comuni di tutta Italia) le condizioni di eleggibilità dei consiglieri se l'è votata solo la lista Marsaglia.

La nuova giunta

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I nomi erano già circolati nei giorni precedenti il Consiglio e sono stati tutti confermati: Giuliana Aghemo, vicesindaca con delega alle Attività Economiche, Cultura e Associazioni; Antonella Passaretti alla Programmazione Territoriale, Urbanistica, Edilizia privata e pubblica e PNRR; Stefano Sergnese all'Ambiente, Lavori Pubblici, Agricoltura, Verde, Servizi Pubblici e Trsporti; Gerlando Bontà alle Politiche Socio-assistenziali, Casa, Pari Opportunità; Paolo Marchetti allo Sport, Informatizzazione, Politiche Giovanili e Terza Età.

Restano in capo al sindaco Bilancio, Aree strategiche e aeroportuali, Istruzione e Personale.

Presidente del Consiglio comunale, seppure confinato in un angolo (cosa assi strana perchè in qulsiasi Comune la sua posizione è centrale visto che è deputato a condurre il Consilio comunale), Giovanni Isabella, nonostanze le rimostranze di Gremo che reputa inopportuno in questo momento di grave crisi economica, aumentare la spesa per la politica.

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