Lun, 15 Ago, 2022

Il centro polifunzionale della discordia torna alle associazioni dopo la ristrutturazione

Il centro polifunzionale della discordia torna alle associazioni dopo la ristrutturazione

Dopo la ristrutturazione, la scorsa settimana, con una piccola simbolica cerimonia di consegna delle chiavi, la sala polivalente nel sottoscuola, è stata riconsegnata dall'Amministrazione alle associazioni.

Tutto sarebbe anche andato per il verso giusto se il sindaco Rocco Barbetta, non avesse deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Già, perchè ripercorrendo le tappe che avevano portato a quella giornata, qualcosa di troppo forse, gli è scappata di bocca«Già in campagna elettorale avevamo promesso un punto di riferimento per tutte le associazioni, che sono il motore portante del nostro Comune. I locali del sottoscuola andavano ristrutturati e l’unica associazione che allora li stava usando era la Fidas Lombardore-Rivarossa. Ma per poter effettuare una ristrutturazione i locali devono essere vuoti, così abbiamo convocato il direttivo del sodalizio per cercare una soluzione temporanea e dare continuità al loro servizio di donazione del sangue».

Una soluzione - il centro prelievi - rifiutata da Fidas, secondo il sindaco, non a norma per l'ARPA che fece il sopralluogo. Un'ipotesi scartata, quindi dall'inizio, che aveva quindi, costretto Fidas all'utilizzo forzato dell'Autoemoteca che avrebbe, però avuto la necessità di sostare in piazza nei giorni e negli orari delle donazioni. Autorizzazione che sarebbe stata concessa anche se Fidas ha poi deciso di farla sostare a Rivarossa.

Cosa avrebbe fatto scattare la mosca al naso del primo cittadino? L'interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Matteo Papagni, qualche mese fa, che in nella sua doppia veste di consigliere comunale e di segretario Fidas si era "permesso" di chiedere conto all'Amministrazione sui tempi di ristrutturazione e riconsegna dei locali, i cui lavori erano già da tempo conclusi. Anche qui nulla di strano: è nell'ordine delle cose che un consigliere di minoranza presenti interrogazioni, come pure che possa anche avere una doppia veste nella comunità in cui vive. 

Ebbene il sindaco, non l'ha proprio letta in questo modo: anzi l'ha valutato un attacco politico in piena regola. Cosa che non ha esitato a ripetere anche alla riconsegna delle chiavi e questa volta la mosca al naso è saltata al rappresentate della Fidas, Giovanni Perrone che non ha esitato a ribadire, ancora una volta, che di politico non c'è stato proprio un bel niente, anche perchè l'organo preposto all'autorizzazione è e rimane l'ARPA.

Insomma un botta e risposta su cui per riportare alla fine tutti alla calma ha chiosato il primo cittadino di Rivarossa, Enrico Vallino:  «Ringrazio l’Amministrazione di Lombardore per ciò che è stato fatto. È un valore importante per i nostri territori. Oggi per tutti noi che siamo qui deve essere un giorno di festa dove viene restituito alla collettività un bene comune. Ringrazio il direttivo Fidas per l’opera che da molti anni porta avanti e spero che adessosi possa tornare alla serenità tra tutti senza più  polemiche. I locali sono belli e con tecnologie all’avanguardia».

Archiviata alla fine la spinosa vicenda Fidas non possiamo che rimanere in attesa di nuove e corroboranti polemiche che a quanto pare a Lombardore non mancano proprio mai.

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