Lun, 15 Ago, 2022

L'infinita querelle tra la Fidas e il sindaco Barbetta

L'infinita querelle tra la Fidas e il sindaco Barbetta

Per la riassegnazione della sede di via Vauda

Botta e risposta tra la Fidas di Lombardore-Rivarossa e il sindaco Rocco Barbetta.

Oggetto del contendere? La sede, fino ad aprile 2020 nel sottoscuola di via Vauda, poi chiusa per ristrutturazione, inaugurata nel luglio 2021 e mai riassegnata alle associazioni che vi avevano sede. Al punto che la Fidas, nata come sezione a Lombardore nel 1982, da oltre un anno e mezzo è costretta ad effettuare i prelievi di sangue dei donatori in un parcheggio di Rivarossa, nell'autoemoteca e con tutti i disagi e le limitazioni che ne conseguono.

Dopo la risposta del sindaco, in Consiglio comunale, all’interrogazione presentata dal consigliere di minoranza, Matteo Papagni, nonchè segretario della Fidas, che aveva chiesto delucidazioni sulla data possibile di riconsegna della sede, sono arrivate le precisazioni del consigliere stesso.

lombardore matteo Papagni  Matteo Papagni

«Il sindaco dice di non capire in quale veste lo interrogavo – afferma Papagni –. Credo fosse evidente in quell'occasione il mio ruolo di consigliere. Non capisco perchè, se i locali sono stati inaugurati a luglio, ad oggi non vi sia ancora una data certa per il ritorno delle associazioni. In più nel periodo natalizio quegli stessi spazi sono stati utilizzati per la consegna dei panettoni agli over settanta e per una mostra da parte del Comune stesso».

Piera Di Salvo  Piera Di Salvo

Sulla vicenda che vede il primo cittadino sulle barricate: «Per noi le associazioni sono tutte uguali. Procederemo all'assegnazione degli spazi dopo la sottoscrizione di una apposita convenzione con ciascun sodalizio» interviene anche la presidente onoraria della sezione locale Fidas, Piera Di Salvo che puntualizza:

«In primis tengo a precisare che fu il Gruppo Fidas Lombardore-Rivarossa a contrattare l’Amministrazione per la ricerca di una sala idonea ad ospitare le nostre donazioni e non il contrario. Quando furono proposti i locali dove avvenivano i prelievi di sangue dei medici, non fu la Fidas a rifiutare, bensì l’Arpa che giudicò gli spazi inidonei allo scopo. L’ultima donazione nella sede di Via Vauda è stata effettuata ad aprile 2020. A luglio il gruppo Lombardore-Rivarossa è stato ospitato nella sede di Bosconero e da ottobre 2020 le donazioni sono state fatte tutte nell'autoemoteca a Rivarossa dove in tre ore possono al massimo esserne effettuate 25».

I disagi sono evidenti: i dati delle donazioni nell'ultimo triennio (2019-2020-2021 ) sono in calo come dimostrano chiaramente i numeri: nei 4 appuntamenti del 2019 (nella sede di via Vauda) le donazioni erano state 213scese a 180 nel 2020 attraverso l'utilizzo dell'autoemoteca e nel 2021, nonostante gli appuntamenti siano diventati 5 (uno straordinario), addirittura 179.

Le associazioni, è vero che per una comunità sono tutte importanti, ma la Fidas - con la "fame" di sangue che c'è, e per il fatto non indifferente che il sangue sia l'unica cosa non riproducibile in laboratorio - meriterebbe, forse, un po' più di attenzione.

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