A San Mauro Torinese ormai manca soltanto il televoto. Perché se qualcuno aveva ancora dubbi sulla profonda crisi politica che da mesi attraversa la maggioranza guidata dalla sindaca Giulia Guazzora, oggi quei dubbi possono tranquillamente essere archiviati insieme alle illusioni di un centrosinistra compatto e granitico.
Il clima interno alla coalizione, infatti, assomiglia sempre meno a quello di una maggioranza amministrativa e sempre più a una terapia di gruppo fatta a colpi di comunicati, appelli e mezze accuse.
Da una parte c’è la mozione di sfiducia protocollata dalle opposizioni contro l’assessora allo Sport Daisy Miatton, accusata di aver partecipato e votato delibere che assegnavano contributi pubblici all’associazione “Mariuccia Allovio”, nella quale — secondo quanto riportato nel documento — il marito risulterebbe essere l’unico dipendente.
E già questo basterebbe a rendere rovente il clima politico cittadino.
Ma il vero capolavoro politico arriva sul fronte interno della maggioranza. Perché mentre il centrodestra affonda il colpo, nel centrosinistra qualcuno ha pensato bene di reagire non con una conferenza politica, non con un chiarimento pubblico, non con una verifica di maggioranza… ma con una raccolta firme.
Sì, una raccolta firme.
Un documento-appello rivolto ai cittadini e agli elettori progressisti per “salvare” il centrosinistra sanmaurese dalle sue stesse tensioni interne.
Una scena che, oggettivamente, ha qualcosa di meravigliosamente surreale. Perché quando una maggioranza arriva al punto di chiedere ai cittadini di firmare un appello affinché i propri amministratori smettano di litigare tra loro, significa che la situazione politica è sfuggita abbondantemente di mano.
E soprattutto viene spontanea una domanda: ma esattamente quale dovrebbe essere il valore politico di questa raccolta firme?
Perché o la maggioranza ha i numeri e una linea politica chiara, oppure difficilmente sarà una sorta di petizione sentimentale a rimettere insieme i cocci. Non è che, raccogliendo qualche firma al mercato o per le strade della città, improvvisamente spariscono tensioni, rancori, correnti e rese dei conti interne.
Anzi. L’effetto rischia di essere persino opposto: certificare pubblicamente una crisi che fino a ieri qualcuno tentava ancora disperatamente di minimizzare.
Nella lettera-appello si parla infatti di “tensioni interne”, di “divisioni personali”, di “percorsi non espliciti” e della necessità di “ricostruire fiducia”. Tradotto dal politichese: dentro la coalizione nessuno si sopporta più ma si cerca ancora di evitare che il vaso esploda definitivamente a un anno dalle elezioni.
Nel frattempo, come se non bastasse, è comparso anche un volantino dell’associazione sportiva ALLOTREB-AF Volley con il numero personale dell’assessora Miatton utilizzato come contatto per informazioni e iscrizioni.
E qui il confine tra ruolo istituzionale e promozione associativa diventa sottile come una rete da pallavolo. Perché in politica locale si può anche far finta di nulla per un po’, ma quando l’assessora allo Sport finisce direttamente nel materiale promozionale di una società cittadina, il problema politico diventa difficile da nascondere dietro le solite formule sul “volontariato” e “l’impegno civico”.
Il risultato finale è una fotografia impietosa: un centrosinistra che prova a curare una crisi politica strutturale con gli appelli emotivi, mentre l’opposizione intanto protocolla mozioni di sfiducia e prepara la campagna elettorale.
Più che una maggioranza amministrativa, a questo punto, sembra una chat di condominio dove nessuno vuole abbandonare il gruppo… ma tutti stanno già scrivendo in privato.

