Alla vigilia dello storico passaggio dell'Ospedale Civico Città di Settimo sotto la gestione diretta dell'ASL TO4, previsto per domani, lunedì 1° giugno, si apre un nuovo fronte di tensione tra sindacati e istituzioni regionali. A sollevare il caso è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che accusa Regione Piemonte e azienda sanitaria di aver condotto l'operazione senza il necessario confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
La reinternalizzazione del presidio sanitario, destinato a gestire 235 posti letto e considerata dalla Regione un passaggio strategico per il rafforzamento della sanità pubblica, era stata presentata nei mesi scorsi come una svolta storica dopo anni di difficoltà economiche e gestionali. L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva più volte assicurato la tutela dei livelli occupazionali e la continuità dei servizi, definendo l'operazione un investimento da 45 milioni di euro per riportare il presidio sotto il controllo pubblico.
Ma a poche ore dall'entrata in vigore del provvedimento, il clima resta teso. «Non intendiamo ostacolare il percorso di gestione pubblica della struttura, che anzi riteniamo positivo - spiegano Francesco Coppolella, segretario regionale NurSind, e Giuseppe Summa, segretario territoriale di Torino. - È però inaccettabile che provvedimenti di questa portata vengano calati dall'alto senza alcuna certezza formale sul piano industriale, sulla salvaguardia occupazionale e sulla futura organizzazione dei servizi».
Nel documento inviato all'assessore Riboldi e al direttore generale dell'ASL TO4 Luigi Vercellino, il sindacato evidenzia inoltre il rischio di ripercussioni sul salario accessorio del personale e sulle future assunzioni, qualora non vengano adeguatamente rimodulati i tetti di spesa e i fondi contrattuali del comparto.
Le preoccupazioni non arrivano soltanto dal NurSind. Anche altre sigle sindacali, nei giorni scorsi, hanno chiesto l'apertura di un confronto preventivo sulle ricadute occupazionali e contrattuali del passaggio, denunciando tempi troppo stretti per gestire una trasformazione che coinvolge centinaia di lavoratori.
La richiesta ora è quella di convocare con urgenza un tavolo regionale e aziendale. Sullo sfondo resta una partita che, oltre agli aspetti organizzativi, riguarda il futuro di uno dei principali presidi sanitari dell'area nord-est torinese. «Modifiche così importanti – avverte il NurSind – non possono essere gestite a colpi di delibere dell'ultimo minuto».

