Musica, bandiere, cori da stadio e volti noti della politica piemontese, nazionale ed europea. A Venaria Reale la chiusura della campagna elettorale si è trasformata in un grande rito collettivo, tra piazze animate, strette di mano, selfie e interventi pubblici arrivati nel rispetto del silenzio elettorale ormai alle porte. Un finale dal forte sapore politico ma anche popolare, dove la partita amministrativa locale ha assunto contorni ben più ampi dei confini cittadini.
Venaria si conferma così un laboratorio politico osservato con attenzione da Torino, dal Piemonte e anche da Roma. Non soltanto una competizione per Palazzo Civico, ma un test capace di misurare gli equilibri tra centrodestra e coalizione progressista in un territorio strategico dell’area metropolitana.
Il centrodestra punta sulla “filiera istituzionale”
Attorno al sindaco uscente Fabio Giulivi, nelle ultime settimane, si è vista sfilare una lunga serie di volti noti della politica piemontese e nazionale. Una presenza continua fatta di incontri in piazza, passeggiate tra i gazebo, strette di mano e appuntamenti pubblici che hanno trasformato Venaria in una delle tappe più frequentate della campagna elettorale dell’area torinese.
Per la Lega e le liste civiche sono arrivati i parlamentari Riccardo Molinari ed Elena Maccanti insieme alle europarlamentari Silvia Sardone e Isabella Tovaglieri. Piazza Vittorio Veneto ha poi fatto da sfondo all’iniziativa di Fratelli d’Italia con Giovanni Donzelli e il senatore Lucio Malan, accolti tra bandiere, applausi e cori dei sostenitori. In città è arrivato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, presenza che ha contribuito ad accendere ulteriormente il clima finale.
Tra inni, applausi e bandiere sventolate, il messaggio lanciato dagli esponenti della coalizione è stato quello della stabilità amministrativa e della prosecuzione del lavoro avviato negli ultimi cinque anni.
Il centrosinistra cerca la spinta del cambiamento
Dall’altra parte, la coalizione progressista guidata dal candidato sindaco Mirco Repetto ha invece costruito la propria campagna sull’idea di cambiamento e sulla ricomposizione di un centrosinistra che in passato aveva vissuto divisioni interne. Anche qui non sono mancati i sostegni esterni di peso.
Nelle settimane precedenti erano arrivati il leader di Alleanza Verdi Sinistra Nicola Fratoianni e l’europarlamentare e presidente nazionale del Partito Democratico Stefano Bonaccini, che durante la Festa delle Rose aveva indicato Venaria come una delle sfide simboliche per il centrosinistra piemontese.
Accanto alla coalizione progressista si è schierato anche il Movimento 5 Stelle. Nella storica sede dell’Iqbal Masih è intervenuta la deputata Chiara Appendino, richiamando la tradizione politica del movimento in città e il ricordo di Roberto Falcone.
Una sfida che guarda oltre i confini cittadini
La campagna si è così chiusa in un clima acceso ma partecipato, tra musica popolare, pizzica, cori scanditi dalle piazze e il tricolore sventolato durante gli incontri pubblici. Un’atmosfera da grande evento politico in cui Venaria, per alcuni giorni, è sembrata il centro di una sfida capace di parlare a tutto il Piemonte.
Il voto dirà ora se prevarrà la continuità amministrativa rivendicata dal centrodestra o la spinta al cambiamento proposta dal centrosinistra. Ma al di là del risultato finale, la presenza in città di esponenti politici provenienti dal Parlamento italiano, da Bruxelles e dalla Regione conferma come la sfida venariese venga letta anche come un indicatore politico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, primo fra tutti il rinnovo del Parlamento nella primavera 2027.
Il peso dei “terzi incomodi”
Sul fondo della contesa, però, restano anche il terzo e il quarto incomodo, Andrea Accorsi, paladino del civismo, e Domenico Martelli della sinistra pura e dura, in una corsa che appare polarizzata tra centrodestra e centrosinistra. Osservano l’evoluzione della sfida con la consapevolezza che, in caso di ballottaggio, potrebbero essere proprio i loro voti — pochi o tanti che siano — a diventare decisivi per orientare l’esito finale della partita politica venariese.

