Il 16 febbraio hanno preso il via in Piemonte le riprese diTing, prima opera di finzione del giovane regista piemontese Maximilien Dejoie. Un debutto che promette di lasciare il segno: un racconto di formazione perturbante e catartico, dove il trauma della Prima Guerra Mondiale e l’eco della pandemia si incarnano in una presenza mostruosa nata dalle lettere di un padre al fronte.
Al centro della storia c’è Marilì, giovane protagonista segnata dal lutto e dalla separazione, il cui dolore prende forma tangibile in Ting: una creatura sinistra, emersa dalle parole scritte dal padre medico durante il conflitto del 1914-1918.
Le riprese proseguiranno in Piemonte fino al 10 marzo, per poi trasferirsi in Alto Adige, coinvolgendo alcune delle location più suggestive del territorio grazie alla collaborazione con Film Commission Torino Piemonte.

Il set di Ting si muove attraverso luoghi carichi di fascino e memoria, trasformando il territorio piemontese in un vero e proprio organismo narrativo. Cuore delle riprese è il Real Collegio di Moncalieri, le cui architetture solenni e stratificate nel tempo restituiscono tutta la gravità emotiva del racconto. La produzione tocca poi Avigliana, con i suoi scorci sospesi e quasi fuori dal tempo, perfetti per evocare un 1918 attraversato da silenzi e inquietudini.
A Villastellone, Borgo Cornalese offre atmosfere intime e raccolte, mentre Villa Passatempo a Chieri aggiunge eleganza e profondità visiva a un impianto scenografico che dialoga costantemente con la Storia. Sono spazi che non fanno solo da sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione: architetture che respirano ombre, custodiscono silenzi e portano impresse le cicatrici di un’epoca segnata dalla guerra.
La produzione vanta una forte componente piemontese: accanto al regista Maximilien Dejoie, figurano l’aiuto regista Stefano Ruggeri, il produttore Mattia Puleo, l’organizzatore Stefano Masera, la direttrice di produzione Cristina Trio, il location manager Emanuele Perotti, la coordinatrice di produzione Ilaria Marchetti e la scenografa Carlotta Desmann.
Ma è nella costruzione dell’universo visivo e della creatura che il progetto assume una dimensione internazionale.

Ting prende vita dall’incontro virtuoso tra effetti pratici e interventi digitali, in un processo creativo che unisce artigianalità e tecnologia d’avanguardia. Il concept della creatura porta la firma di Luke Fisher, creature concept designer e senior sculptor di Solo: A Star Wars Story, che ne ha immaginato forme e anatomie capaci di incarnare il trauma e l’inquietudine al centro del film.
La realizzazione meccanica è affidata a Gustav Hoegen, maestro degli animatronics noto per il suo lavoro in Star Wars e Prometheus, che contribuisce a rendere Ting una presenza fisica, tangibile, capace di occupare lo spazio scenico con un peso reale. A completare il processo interviene Tristan Versluis, prosthetic designer candidato all’Oscar per 1917 e già al lavoro su Dune: Parte Due e The Revenant, che cura il design prostetico, scolpendo nei dettagli del volto e della materia quell’ambiguità perturbante che rende la creatura tanto affascinante quanto sinistra.
Il mondo del 1918 prende forma grazie alla scenografa Carlotta Desmann, vincitrice del David di Donatello per la Miglior Scenografia con Le Déluge, mentre la fotografia è affidata a Caroline Bridges (The Great). Il paesaggio sonoro porta la firma eterea di Ginevra Nervi, candidata al Nastro d’Argento.
Nel ruolo della protagonista Marilì troviamo Mariandrea Cesari (L’estranea). Accanto a lei: Stefano Cassetti (Anthracite, Roberto Succo) nel ruolo del padre, medico disertore segnato dalla guerra; Mina Kavani (No Bears) nei panni della madre; il giovane Michele Ronco, al suo debutto, nel ruolo del fratellino Giò. L’universo dell’orfanotrofio si anima con Camilla Brandenburg (Lina), Federico Tolardo (direttore dell’istituto), Gerti Drassl e Pia Lanciotti nelle vesti delle autorità. Completano il cast Irene Vetere (Elia) e Pietro Mazzarino, performer che darà corpo alla creatura Ting.

Ting è prodotto da Roberto Cavallini e Wilfried Gufler per Albolina Film, James Heath per Randan / Ting Film Ltd (UK) e Mattia Puleo per Cinefonie (IT). La pellicola è una coproduzione Italia–Regno Unito realizzata con il sostegno di Creative Europe MEDIA, del Ministero della Cultura (MiC), di IDM Film & Music Commission Südtirol, di Screen Scotland e di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Film Tv Development Fund (2022), oltre al contributo FESR Piemonte 2021–2027 – Bando Piemonte Film TV Fund (2024). Il progetto ha inoltre preso parte a importanti programmi internazionali come l’EAVE Producers Workshop e lo European Genre Forum, consolidando un percorso produttivo di respiro europeo.
Con Ting, Maximilien Dejoie firma un esordio ambizioso che unisce cinema di genere, memoria storica e racconto di formazione, trasformando il trauma collettivo in materia visiva e sensoriale. Un’opera che promette di portare il Piemonte e il cinema italiano al centro della scena internazionale.

