Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

venerdì 21 settembre 2018

Volpiano - Incontro in Regione per Comital-Lamalù. Dipendenti senza lavoro e senza ammortizzatori sociali




Un incontro, quello di ieri mattina in Regione, per fare il punto della situazione sulla delicata situazione di Comital e Lamalù. Le due aziende di Volpiano dichiarate fallite dal tribunale di Ivrea. Centoventi lavoratori da giugno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali. Ci sarebbero, secondo i curatori fallimentari soggetti potenzialmente interessati all’acquisizione delle due aziende, ma per avere certezze bisognerà attendere il 2 ottobre, giorno della scadenza del bando. Quello che preme ora è il tema degli ammortizzatori sociali. “Dal mese di agosto fino alla scorsa settimana abbiamo lavorato, di concerto con la Diocesi di Torino, la parrocchia di Volpiano e la Fondazione Don Mario Operti – spiega il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne - alla costituzione di un fondo di garanzia per il microcredito, grazie al quale i lavoratori con contratto sospeso possono ottenere prestiti altrimenti non erogabili. Noi contribuiamo a questa iniziativa con uno stanziamento di 20mila euro. Così una misura presente in passato a livello nazionale e poi cancellata, grazie a questo strumento rinasce a livello locale”. La Fiom-Cgil insiste perché la Regione si attivi presso il Governo perchè nel decreto in approvazione che prevede la reintroduzione di alcune tipologie di cassa integrazione siano inclusi anche i lavoratori di Comital e Lamalù.  “E’ importante – dichiara l’assessora regionale Gianna Pentenero – che nei confronti di queste due aziende strategiche del nostro territorio resti alta l’attenzione. Ho già chiesto al ministro, e tornerò a sollecitarlo in questi giorni, un incontro politico sulla vicenda, in cui dovranno essere chiariti anche gli aspetti relativi al decreto, che allo stato attuale sembrerebbe non applicarsi alla situazione di Comital. Se così fosse, questo non sarebbe accettabile. Occorre che il Governo trovi il modo di includere anche i lavoratori di aziende fallite che risultano sospesi e privi di alcuna fonte di reddito”.