Caselle Torinese ha vissuto ieri, lunedì 20 aprile, una giornata dal forte valore civile e simbolico con l’inaugurazione della nuova Casa della Legalità, ricavata in un immobile confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività dopo il completamento dell’iter amministrativo.
L’edificio di viale Alcide Bona 43, da ieri ufficialmente patrimonio della città, diventerà sede del gruppo comunale della Protezione civile. Un passaggio che rappresenta concretamente la trasformazione di un bene sottratto all’illegalità in uno spazio dedicato al servizio pubblico, alla sicurezza e alla solidarietà.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi cittadini, amministratori locali, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni e studenti delle scuole cittadine. Presenti anche il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, il vicepresidente del Consiglio comunale di Torino Ludovica Cioria, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e diversi amministratori del territorio.
“Senza lo Stato oggi non saremmo qui”
Ad aprire la mattinata è stato il sindaco Giuseppe Marsaglia, che ha ringraziato tutte le istituzioni coinvolte nel percorso che ha portato alla consegna del bene confiscato.
«Senza questi corpi di polizia dello Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e tutti gli altri, senza di loro sarebbe difficile convivere e sicuramente non saremmo qui oggi a celebrare questa manifestazione, perché la ritengo tale: una manifestazione importante», ha dichiarato il primo cittadino.
Marsaglia ha poi voluto ringraziare il Dipartimento della Prefettura e l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: «Dal 2022 hanno lavorato con noi per riuscire a ottenere questo immobile. Ringrazio tutte le istituzioni a ogni livello per la vicinanza e il sostegno, così come la magistratura per il lavoro quotidiano che svolge e per il sacrificio pagato a carissimo prezzo nella lotta contro la mafia».
Un passaggio è stato dedicato anche alle associazioni impegnate nella promozione della cultura della legalità e ai cittadini presenti: «La vostra presenza testimonia il valore della giornata che stiamo celebrando».
Il bene affidato alla Protezione civile
Il sindaco ha sottolineato il significato della nuova destinazione d’uso dell’immobile: «Oggi questo bene confiscato alla mafia diventa un luogo di servizio, sicurezza e bene comune. Viene ufficialmente consegnato alla Protezione civile, che saprà renderlo vivo e utile per tutta la città».
Marsaglia ha inoltre ringraziato la Regione Piemonte per il contributo economico destinato alla ristrutturazione della struttura: «È stato un sostegno importante per la nostra amministrazione e per la realizzazione di questo progetto».
Il nome scelto dai bambini: Graziella Campagna
Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stata l’intitolazione dell’edificio a Graziella Campagna, giovane uccisa dalla mafia nel 1985 a soli 17 anni.
La scelta del nome è arrivata dagli alunni delle classi quinte della scuola primaria, coinvolti in un percorso didattico sulle vittime innocenti delle mafie.
«Devo dire che con l’aiuto degli insegnanti sono stato favorevolmente colpito dalla scelta dei bambini – ha spiegato Marsaglia –. Hanno realizzato elaborati e hanno deciso di dedicare questo immobile a Graziella Campagna. Magari non tutti sanno chi fosse. Dico la verità: neppure io conoscevo bene la sua storia. Ma quando l’ho letta mi sono davvero emozionato».
Il sindaco ha proseguito con parole molto sentite: «Tanti di noi sono padri di famiglia. Col passare degli anni fa ancora più effetto pensare a una ragazza di 17 anni, una giovane vita spezzata in questo modo. Non so come si faccia a sopravvivere dopo aver perso un familiare ucciso dalla mafia. Questa cosa mi ha colpito molto. Sono contento che l’abbiano scelta i bambini delle scuole elementari».
Il collegamento con il fratello Pasquale Campagna
Durante la mattinata è intervenuto in collegamento dalla Sicilia Pasquale Campagna, fratello di Graziella, che ha ripercorso la storia della sorella e ringraziato la comunità casellese.
«Graziella aveva solo 17 anni. Era una ragazza semplice, con sogni normali, una vita fatta di lavoro, famiglia e affetti. Una ragazza come tante. Si trovò senza volerlo davanti a qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere» ha raccontato.
Poi il ringraziamento finale: «Oggi posso dire con orgoglio grazie per aver fatto rivivere Graziella. Il futuro siete voi ragazzi: ogni volta che scegliete la legalità, scegliete un mondo più giusto».
Masciari cittadino onorario: “La legalità non ha costo zero”
Nel corso della cerimonia il Comune ha finalmente consegnato la cittadinanza onoraria a Pino Masciari, imprenditore calabrese e testimone di giustizia che da anni vive sotto protezione dopo aver denunciato la ’ndrangheta.
Quello di Masciari è statao un intervento molto intenso. «Noi siamo testimoni di giustizia perché lo abbiamo voluto. È stata una scelta di vita. Oggi lo Stato qui si riappropria di qualcosa che era stato sottratto alla società civile. Lo Stato fa un passo avanti e riconquista territorio».
Ha poi lanciato un messaggio forte sul tema della legalità: «La legalità non appartiene a nessun partito politico, appartiene a tutti i cittadini. È una pratica quotidiana. Ma la legalità non ha costo zero: ha un costo enorme, soprattutto sotto il profilo della libertà e degli affetti».
Quindi il racconto personale: «Per aver denunciato vivo da trent’anni da esiliato. Mi hanno fatto fuggire di notte con mia moglie e due figli piccoli. Non ho più potuto lavorare, non ho potuto abbracciare mia madre. Questa non è vita, è sopravvivenza».
Masciari ha rivolto poi un appello alla comunità: «Chi vede un reato e si volta dall’altra parte è complice. Dobbiamo lasciare qualcosa di migliore ai nostri figli. A me hanno interrotto il sogno, ma facciamo sognare i nostri ragazzi».
Marrone: “Restituire questi beni significa vincere”
Il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone ha ribadito il sostegno dell’ente regionale ai Comuni impegnati nel recupero dei beni confiscati. «Il recupero dei beni confiscati rappresenta un tassello fondamentale della battaglia contro la malavita organizzata. In questi anni abbiamo raddoppiato i fondi regionali, portandoli a quasi un milione e mezzo all’anno proprio per sostenere i Comuni come il vostro».
E ha aggiunto: «Prendere ciò che è frutto del profitto illecito delle mafie e restituirlo alla comunità significa dare un messaggio fortissimo: la legge è più forte dell’arroganza criminale. Affidarlo alla Protezione civile è il modo migliore per restituirlo al territorio».
Infine un messaggio ai più giovani: «I veri destinatari di questa iniziativa sono i ragazzi e le ragazze delle scuole. Sono loro che devono crescere con valori sani e portare questi messaggi nelle loro famiglie».
Un simbolo concreto per Caselle
L’inaugurazione della Casa della Legalità non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova sede operativa per la Protezione Civile. Significa trasformare un luogo segnato dall’illegalità in uno spazio di memoria, educazione civica e servizio pubblico.
Un bene confiscato che oggi cambia volto e diventa simbolo di una comunità che sceglie da che parte stare.

