Si è concluso lo scorso 1° aprile il percorso di anti-aggressione femminile che, da gennaio, ha accompagnato decine di donne in un viaggio fatto non solo di tecniche di difesa personale, ma soprattutto di crescita, fiducia e condivisione.
Per le participanti, non si è trattato solo di imparare a reagire a un’aggressione. Il cuore del progetto è stato restituire alle donne la percezione del proprio spazio, del proprio corpo e della propria sicurezza quotidiana. Le lezioni settimanali, organizzate in collaborazione con IKMI, hanno costruito passo dopo passo un percorso completo: dalla prevenzione al controllo delle emozioni, fino alle tecniche pratiche di autodifesa.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è l’assessora alle Pari Opportunità, Bruna Panero: «Un’esperienza che mi rende particolarmente soddisfatta, non solo per la qualità del percorso, ma per il valore concreto trasmesso alle partecipanti. Fornire strumenti pratici significa rafforzare sicurezza, autonomia e capacità di reazione».
Un messaggio chiaro: la sicurezza non è solo una questione di difesa, ma di consapevolezza personale e collettiva.
La forza della rete tra donne
Uno degli aspetti più potenti emersi dal corso è stato quello della relazione. Le partecipanti non hanno solo imparato tecniche: hanno costruito legami. Confronto, ascolto e sostegno reciproco hanno trasformato il gruppo in una vera rete di supporto, dimostrando che la sicurezza passa anche attraverso la condivisione.
«Fare rete è essenziale, perché insieme si è più forti e consapevoli», ha aggiunto l’assessora.
Il successo dell’iniziativa è stato evidente anche dalla partecipazione. Gli istruttori parlano di una risposta “straordinaria”, fatta di determinazione e voglia di mettersi in gioco. Un segnale importante: il bisogno di strumenti concreti contro la violenza di genere è reale e sentito.
«Vedere tanto impegno ci riempie di orgoglio e conferma quanto questo progetto sia fondamentale per la comunità». Non è un caso che il progetto sia stato riproposto per il secondo anno consecutivo, grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale.
“Donne in difesa” si candida a diventare un modello replicabile: un esempio di come formazione, prevenzione e collaborazione possano costruire comunità più sicure e solidali.
Perché la vera forza, oggi, non è solo sapersi difendere. È sapere di non essere sole.

