La Giunta regionale dice sì, ma senza dire quando. Rispondendo a un question time in Consiglio, presentato dalla consigliera AVS, Alice Ravinale, l’esecutivo piemontese ha confermato l’impegno a coprire il 100% degli idonei nelle graduatorie Edisu. «Una notizia certamente positiva, ma tutt’altro che scontata - afferma Ravinale - che riguarda 4.069 studenti oggi idonei ma ancora esclusi dal beneficio, su un totale di 20.153 domande presentate».
Migliaia di studenti ancora sospesi
A questi numeri si aggiungono altri 2.250 studenti la cui valutazione è congelata fino alle graduatorie di inizio 2026, tra cui 329 iscritti al semestre filtro di Medicina. «Una platea enorme, che vive da mesi – e in alcuni casi da anni – in una condizione di incertezza che mal si concilia con il principio del diritto allo studio».
Se sulla copertura totale degli idonei la Giunta regionale del Piemonte si è detta disponibile, il vero nodo resta irrisolto: quando arriveranno i soldi? Alla domanda sulle risorse già nella disponibilità di EDISU Piemonte e quindi sui tempi di liquidazione della prima rata, la risposta non è arrivata. «Un silenzio tanto più grave se si considera che la prima rata dovrebbe essere accreditata proprio nel mese di dicembre» aggiunge.
Una storia che si ripete
Non è la prima volta. Già lo scorso anno i ritardi nell’erogazione delle borse avevano acceso una forte mobilitazione studentesca. «Oggi lo scenario rischia di ripetersi identico: promesse rassicuranti, ma nessuna certezza concreta - spiega ancora la consigliera AVS -. Nel frattempo, però, affitti, trasporti e spese quotidiane continuano a correre, mettendo in seria difficoltà migliaia di studenti e studentesse».
Il punto è politico e strutturale. «La programmazione delle risorse regionali continua a essere inadeguata, costringendo ogni anno a interventi tardivi per “sanare” graduatorie già pubblicate. Così facendo, la Regione lascia nell’incertezza migliaia di giovani che scelgono le università piemontesi per costruire il proprio futuro».
Il banco di prova del bilancio regionale
La partita decisiva si giocherà durante la discussione del bilancio regionale di gennaio. «Lì si capirà se gli impegni annunciati diventeranno finalmente realtà - conclude Ravinale -. Perché il diritto allo studio non può essere una promessa da rinviare: deve essere una garanzia certa, tempestiva e credibile».

