Sab, 10 Gen, 2026

RSA Piemonte, rette in aumento fino al +10% dal 2026: stangata su anziani e famiglie, opposizioni all’attacco

RSA Piemonte, rette in aumento fino al +10% dal 2026: stangata su anziani e famiglie, opposizioni all’attacco

Un inizio d'anno amarissimo si profila all’orizzonte per migliaia di famiglie piemontesi con un parente non autosufficiente ricoverato in RSA.

Dal 1° gennaio 2026, infatti, molte strutture avrebbero già annunciato aumenti unilaterali delle rette fino al 10%, con rincari che in diversi casi superano i 5.000 euro l’anno. Un vero e proprio salasso che colpisce i più fragili.

A lanciare l’allarme è Gianna Pentenero, presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta: «Secondo le segnalazioni di famiglie e associazioni, diverse RSA stanno comunicando aumenti unilaterali per i posti non convenzionati con il Servizio sanitario regionale. La Regione deve chiarire subito».

La denuncia è condivisa anche dal Movimento 5 Stelle: «rette alle stelle, servizi invariati e famiglie lasciate sole, mentre la quota sanitaria continua a non essere coperta adeguatamente dalle ASL. Il risultato è che anziani e malati cronici non autosufficienti vengono trattati come clienti, non come persone da tutelare».

Il paradosso è che questi aumenti violerebbero apertamente la normativa regionale. La delibera 38/2024 prevede infatti il blocco delle tariffe ai livelli del 2022 per le strutture non convenzionate. Un vincolo che, secondo le opposizioni, viene ignorato senza che la Regione intervenga, mentre i gestori continuano a beneficiare delle regole straordinarie introdotte in epoca Covid, senza alcun reale miglioramento dei servizi.

Nel mirino finisce la Giunta guidata da Alberto Cirio, accusata di raccontare «una realtà rassicurante che non esiste». Da Fratelli d’Italia arriva la replica di Paola Antonetto, che rivendica gli stanziamenti: 22,4 milioni di euro per i gestori delle RSA, 15 milioni per disabilità, salute mentale, minori e dipendenze, più altri 18 milioni reperiti nel 2025, con erogazioni promesse entro fine gennaio.

La richiesta delle opposizioni è netta: sospensione immediata dei rincari, rispetto delle delibere regionali e un intervento strutturale che garantisca la piena copertura sanitaria pubblica per i non autosufficienti. Perché la dignità delle persone fragili non può essere sacrificata sull’altare dei bilanci.

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