L’audizione, ieri pomeriggio, giovedì 3 luglio, dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi in Consiglio regionale ha riacceso il dibattito sullo stato della sanità piemontese, mettendo in evidenza due visioni profondamente diverse: da un lato, la maggioranza che rivendica risultati concreti, conti in ordine e una strategia di rilancio; dall’altro, un’opposizione che denuncia ritardi, progetti bloccati e mancanza di visione.
L’intervento di Riboldi ha fatto il punto sulle azioni in corso e sulle prospettive del sistema sanitario regionale. Il nodo centrale, condiviso da tutte le forze politiche, resta la sostenibilità del sistema, a fronte di una popolazione che invecchia, della cronicità crescente e di carenze strutturali che gravano sul servizio pubblico.
Roberto Ravello (FdI)
Per la maggioranza, i dati offrono segnali incoraggianti. Roberto Ravello, vice capogruppo di Fratelli d’Italia, ha parlato di «bilancio positivo»: nel 2024 le prestazioni erogate sono aumentate del 6% rispetto all’anno precedente, con 3.705 professionisti in più nel sistema sanitario rispetto al 2019 e 65 mila extra prestazioni nei fine settimana. «Nel 2025 abbiamo stanziato 37 milioni per recuperare le liste d’attesa e aumentato del 116% le prestazioni differibili nel primo quadrimestre rispetto al 2019», ha sottolineato Ravello, respingendo le accuse di immobilismo: «Non andremo in piano di rientro. Le opposizioni avrebbero forse preferito il superticket o il blocco delle assunzioni?».
A rafforzare il fronte di governo, anche il vicepresidente della Commissione Sanità Davide Zappalà (FdI), che ha illustrato il lavoro in corso per la realizzazione di una piattaforma informatica unica per tutti i reparti sanitari piemontesi: «Un sistema centralizzato aumenterà l’efficienza operativa e permetterà di monitorare la spesa in tempo reale, intercettando sprechi e anomalie. Investire in digitalizzazione – dalla logistica farmaceutica al deblistering – significa anche maggiore sicurezza terapeutica e meno errori».
Gruppo Lista Cirio Presidente
Un plauso all’impostazione di Riboldi è arrivato anche dalla Lista Civica Cirio Presidente. I consiglieri Silvio Magliano, Sergio Bartoli, Mario Salvatore Castello, Elena Rocchi e Daniele Sobrero hanno parlato di una «visione chiara e ambiziosa» e apprezzato «la scelta di puntare su personale di eccellenza, rinnovamento delle strutture e conversione della spesa improduttiva». L’obiettivo, hanno sottolineato, è costruire una sanità «più vicina alle persone, capace di prendersi cura dei pazienti nella loro interezza, senza mettere a rischio gli equilibri di bilancio».
Le opposizioni: «Progetti fermi e visione confusa»
Sarah Disabato (M5S)
Di tutt’altra opinione le opposizioni, che hanno criticato l’informativa definendola generica e priva di elementi concreti. Sarah Disabato, presidente del Movimento 5 Stelle, ha parlato di «un’informativa senza nuove informazioni», ricordando che «nessuno dei nuovi ospedali promessi è ancora partito». Ha accolto positivamente l’abbandono dei partenariati pubblico-privati per alcune opere, ma ha definito «gravissimo» il ritardo sull’edilizia sanitaria: «Il Parco della Salute e la Città della Salute di Novara restano ai blocchi di partenza. Mancano fondi persino per la progettazione del nuovo Regina Margherita».
Gianna Pentenero (PD)
Non meno critici i consiglieri del Partito Democratico, secondo cui «manca una visione strategica e un piano socio-sanitario coerente». Gianna Pentenero, presidente del gruppo PD, ha chiesto maggiore trasparenza su investimenti e risorse, mentre Daniele Valle ha espresso dubbi sull’utilizzo dei fondi Inail per le nuove strutture: «Sono finanziamenti da restituire, ma non c’è ancora una stima dell’impatto sui bilanci». Il consigliere Mauro Salizzoni, ex primario alle Molinette, ha rilanciato la necessità di strutture integrate e vicine tra loro, in particolare per i trapianti: «Non si può separare il pediatrico dall’adulto. Le equipe devono collaborare e condividere le stesse tecnologie».
La sfida dell’autunno: il nuovo piano socio-sanitario
La discussione di ieri ha lasciato aperti molti interrogativi, ma ha anche confermato l’urgenza di un cambio di passo, soprattutto sul fronte dell’edilizia sanitaria e della presa in carico della cronicità. Tutti attendono ora la presentazione, prevista per l’autunno, del nuovo piano socio-sanitario regionale: un documento che dovrà chiarire con quali risorse, quali obiettivi e quali tempistiche il Piemonte intende affrontare le sfide strutturali della sanità pubblica.
Nel frattempo, i grandi cantieri – Parco della Salute, Città della Salute di Novara, Regina Margherita – restano sulla carta. Il confronto politico, invece, è appena cominciato.

