«Li prendo tutti, dottore, come mi hanno detto… ma ogni tanto mi gira la testa, mi sento stanco, non dormo, e mi si gonfiano le gambe». È qui che si accende la spia dell’attenzione. Stiamo davvero curando tutto correttamente… o stiamo esagerando?
In medicina, parliamo di politerapia quando un paziente assume più farmaci contemporaneamente, spesso cinque o più, e in certi casi dieci o addirittura di più. Questo è molto frequente nella popolazione over 65, dove circa 1 persona su 3 assume almeno 10 farmaci al giorno.
Attenzione: non tutti questi farmaci sono inutili. Alcuni sono fondamentali: salvano la vita, prevengono complicanze, controllano patologie croniche come ipertensione, diabete, scompenso cardiaco. Il problema nasce quando, col passare del tempo, si accumulano prescrizioni da diversi specialisti, senza un controllo centralizzato e senza una revisione periodica della terapia.
Ogni farmaco, per quanto utile, ha un profilo di rischio. Quando si assumono più farmaci insieme, aumentano le interazioni farmacologiche: alcuni medicinali possono potenziarsi o annullarsi a vicenda. Per esempio, alcuni antibiotici possono interferire con anticoagulanti, alcuni antidepressivi con antipertensivi.
Gli effetti collaterali come ad esempio sonnolenza, vertigini, alterazioni della glicemia, disturbi gastrointestinali, aritmie, sanguinamenti, spesso vengono scambiati per “nuove malattie”, e così… si aggiunge un altro farmaco. La scarsa aderenza alla terapia inoltre fa si che troppe compresse da prendere ogni giorno riducano la precisione con cui vengono assunte. L’effetto? Una cura meno efficace.
Infine il rischio di ospedalizzazione: le reazioni avverse ai farmaci sono una delle principali cause di ricovero negli anziani.
Deprescrivere non è trascurare. È prendersi cura
Significa cioè valutare periodicamente quali farmaci sono ancora davvero necessari. Non è abbandonare le cure, ma fare pulizia, razionalizzare, adattare la terapia ai cambiamenti del paziente nel tempo.
Questo processo va fatto insieme al paziente, ascoltando le sue esperienze, sintomi, difficoltà. A volte si scopre che un farmaco introdotto per un disturbo temporaneo (ad esempio un’insonnia passeggera) è rimasto nella lista per mesi o anni. O che due specialisti hanno prescritto farmaci simili con lo stesso effetto.
Attenzione, non sospendete mai un farmaco da soli, ma parlatene sempre prima con il vostro medico. Meno è meglio… quando si può. L’obiettivo della terapia è migliorare la qualità della vita, alleviare i sintomi, prevenire le complicanze. E questo, a volte, significa usare meno farmaci, ma nel modo giusto.