Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

sabato 11 giugno 2016

Leinì, sulla vicenda Net il Tar boccia l'esposto del Pd

Denunce e ricorsi piovono, nel Consiglio comunale cittadino, come coriandoli nel periodo di Carnevale. Anche se, a differenza dei coriandoli, spesso non si sa come vadano a finire. Spesso, ma non sempre. È arrivato a conclusione, infatti, il ricorso al Tar presentato dal gruppo Pd - Rinasce Leinì contro il Comune e il consigliere Renato Pittalis per la nomina dei rappresentanti di Leinì nel Consiglio dell’Unione Net. Una vicenda che aveva occupato pagine e pagine di giornali, polemiche e alzate di scudi, ore e ore di discussioni e contumelie, due Consigli comunali e, infine, anche l’esposto per arrivare ad una conclusione cui si sarebbe potuti giungere semplicemente leggendo le norme. La questione era nata quando il consigliere Pittalis era stato eletto al Net, in rappresentanza dell’opposizione, con 6 voti (come dato statistico vale la pena ricordare che i consiglieri di opposizione sono proprio sei): di qui le accuse alla maggioranza di aver commesso un atto non consentito girando dei voti anche all’esponente di minoranza (non gradito, come si legge sull’esposto, al gruppo composto da Brugiafreddo, Masi e Musolino).
Il Tar ha cassato tutte le eccezioni sollevate, condividendo le motivazione argomentate dalla difesa del Comune, stabilendo che l’elezione dei componenti del Consiglio dell’Unione mediante il sistema del “voto limitato” - quello impiegato nel corso della votazione - è previsto in modo chiaro e vincolante nello statuto approvato da tutti i Comuni partecipanti, che non possono derogarvi. Non solo, ma è preclusa ai singoli Consigli comunali la possibilità di adottare un sistema di voto differente perché le modalità mediante il “voto separato”, contenuto in una delibera approvata nel 2014 per la nomina dei rappresentanti in enti ed istituzioni, non poteva prevalere sulla regola sancita dello statuto dell’Unione. Molto rumore per nulla, insomma. Per nulla o quasi. Nel senso che il Comune, per difendersi davanti al Tar, ha dovuto affidare l’incarico ad un legale il quale è stato, poi, giustamente, pagato. Soldi che si sarebbero potuti risparmiare, impiegandoli in altri fini più utili, se invece di riempire pagine e pagine con un ricorso che non aveva ragion d’essere, si fossero lette con attenzione altre pagine, quelle che parlano di norme e regolamenti.