Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

giovedì 6 dicembre 2018

Leinì - Molti gli scolari che hanno visto le campane restaurate


Come delle star. Più delle star in carne ossa. Nessuno avrebbe immaginato così tanta attenzione ed interesse attorno alle cinque campane restaurate e la sesta appositamente donata da parte della comunità di fedeli leinicesi. Eppure, in un pugno di giorni: da quando sono state collocate all’ingresso della chiesa parrocchiale, per dare modo a tutti di ammirarle nel loro rinnovato splendore, e fino a quando sono state nuovamente issate in cima alla torre campanaria, anch’essa restaurata, non è mai venuto meno l’interesse e la curiosità, in particolare da parte delle scolaresche di Leinì. Merito di tanta attenzione, è stato grazie anche all’impegno di Toni Balbo dell’associazione “La Barbacana”, che ha saputo magistralmente narrare la storia di queste campane, che è poi un pezzo della storia di Leinì. Fra aneddoti, curiosità e storia locale, Balbo ha ripercorso le vicende religiose e civili legate a queste campane. Fra le tante curiosità, il fatto che una delle campane riporti frasi latine, non grammaticalmente corrette, segno che anche un tempo questa lingua doveva risultare particolarmente ostica, o che la più antica, risalente al 1812, sia stata fusa con il bronzo di un’altra campana, ancora più antica, ma rovinata da un fulmine. Insomma un tuffo nel passato e nella storia leinicese, molto apprezzato da grandi e bambini. Così tanto interesse da parte delle nuove generazioni, non si era mai visto verso le campane di Leinì.
Davide Aimonetto