Periodico di vita e cultura locale a cura dell'associazione PAROLE & MUSICA onlus.

mercoledì 12 dicembre 2018

Venaria - Inaugurato il monumento dei Martiri delle Foibe realizzato dall'artista leinicese Michele Privileggi


Da alcuni anni a questa parte, la comunità di Venaria, attraverso manifestazioni ed incontri pubblici, ha avviato un significativo percorso teso a ricordare il dramma delle foibe e dell’esodo istriano. E’ una ferita che non si è mai completamente rimarginata. L’esodo degli istriani alla fine della seconda guerra mondiale, accanto all’immane tragedia delle foibe, sono due momenti cruciali della nostra storia, troppo a lungo dimenticati o sottaciuti. Solo negli ultimi anni gli esuli istriani, con determinazione hanno fatto conoscere la loro storia, fatta di sopraffazioni e violenze. Una storia spesso dimenticata e contestata. Il Comune di Venaria, ed il presidente del Consiglio comunale Andrea Accorsi, ha avviato da alcuni anni, un non semplice cammino di confronto e conoscenza verso questa storia tragica. Molti venariesi sono discendenti o superstiti di quelle comunità istriane che conobbero la violenza dei comunisti titini, una vera pulizia etnica ante litteram. Questi incontri, aperti alla popolazione, tenuti da storici e dal presidente dell’associazione Anvgd (associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) Antonio Vatta, ha permesso una maggiore conoscenza di quei tragici eventi. Un percorso oggi culminato con l’inaugurazione a Venaria, del monumento in ricordo degli esuli istriani, fiumani e dalmati e dei martiri delle foibe, realizzato dall’artista Michele Privileggi. Molte le associazioni che hanno preso parte domenica scorsa all’inaugurazione del monumento da parte del sindaco Roberto Falcone. Il Coro musicale Giuseppe Verdi ed il Coro Tre Valli della Città di Venaria, hanno scandito i momenti più significati della cerimonia inaugurale avvenuta presso il Giardino delle Foibe. Numerosi i cittadini che hanno preso parte all’evento. “Quello che è successo – ha ricordato il sindaco Falcone – ha rappresentato una grande tragedia. Non bisogna dimenticare, ma al contrario capire e gettare la basi per la convivenza civile dell’Europa dei popoli”.
Davide Aimonetto