Ancora una volta, il maltempo colpisce duramente il territorio piemontese. Le violente grandinate abbattutesi dalla serata di ieri, mercoledì 21 maggio, sulle aree pedemontane del Torinese, dal Canavese al Pinerolese, hanno provocato ingenti danni all’agricoltura locale, aggravando una situazione già critica.
Nel territorio di Ivrea, i campi di mais – che avevano appena avviato la crescita primaverile – risultano in gran parte distrutti. Nel Pinerolese, la furia della grandine, con chicchi grandi come palle da ping-pong, ha raso al suolo non solo coltivazioni di mais ma anche piccoli frutti in fase di fioritura, oltre a frutteti di kiwi, mele, pere, vigneti e campi di grano. Quest’ultimo, appena uscito dalla fioritura, ha perso i chicchi in formazione, compromettendo l’intero raccolto.
Gli agricoltori, esasperati, stanno segnalando i danni agli uffici zonali di Coldiretti, mentre cresce la preoccupazione per la sostenibilità economica di molte aziende agricole, già messe a dura prova dalle esondazioni dello scorso aprile. In aree come l’Eporediese e lo stesso Pinerolese, gli effetti cumulativi degli eventi climatici estremi stanno portando il conto dei danni agricoli oltre i 3 milioni di euro in questa ennesima primavera segnata da bombe d’acqua e grandinate.
A lanciare un appello è Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino: «Sono sempre più urgenti misure di sostegno per aiutare la nostra agricoltura ad affrontare il cambiamento climatico. È altrettanto urgente un adeguamento del sistema assicurativo, oggi ancora calibrato su eventi climatici ‘normali’ di qualche anno fa».
L’episodio rilancia con forza il dibattito sulla necessità di interventi strutturali per la difesa del suolo, nuove politiche agricole di resilienza e una maggiore attenzione al rischio climatico nei sistemi di tutela assicurativa. Intanto, sul campo, restano i segni di un’agricoltura sempre più vulnerabile e un futuro incerto per molti produttori locali.

