Lanzo si è fermata per ricordare. In occasione del Giorno del Ricordo, la città ha vissuto due giornate intense dedicate alla memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, con la testimonianza di Egea Haffner, nota come la “bambina con la valigia”, e l’inaugurazione della nuova piazza Vittime delle Foibe al Foro Boario.
La sala Atl gremita e un silenzio carico di attenzione hanno accolto, martedì 17 febbraio, la testimonianza di Egea Haffner. La sua presenza è andata oltre la commemorazione formale, trasformandosi in un incontro diretto con una pagina dolorosa del Novecento italiano.
In dialogo con il professor Francesco Malcangi, docente di Filosofia e Storia all’Istituto superiore Federico Albert, e introdotta dal vicesindaco e assessore alla Cultura Fabrizio Casassa, Haffner ha intrecciato memoria personale e ricostruzione storica. Ne è nato un confronto autentico, capace di coinvolgere studenti e cittadini, rendendo il passato materia viva e condivisa.
«Sono la bambina con la valigia» ha ricordato ai più giovani, evocando il 1946 e la partenza da Pola. Ha parlato del padre, scomparso nel 1945 e mai più tornato: «Non c’è una tomba dove portare un fiore». Parole semplici, ma potenti, che hanno restituito un volto umano alla tragedia delle foibe.
Il giorno successivo, mercoledì 18 febbraio, la memoria si è tradotta in un segno concreto con l’inaugurazione di piazza Vittime delle Foibe e del nuovo monumento dedicato a quanti, tra il 1943 e il 1947, furono travolti da una delle pagine più drammatiche della storia italiana.
Alla cerimonia hanno partecipato gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado e delle classi quinte del Federico Albert, a sottolineare il valore educativo dell’iniziativa. Il sindaco Fabrizio Vottero ha richiamato il significato della legge 92 del 2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo: «Non si tratta di un passaggio formale, ma di un momento di consapevolezza collettiva. Parliamo di persone, famiglie spezzate, vite cancellate».
L’assessore all’Istruzione Tina Assalto ha evidenziato il valore civile del monumento: «La memoria va custodita non per alimentare divisioni, ma per comprendere le radici della violenza e trasformare il ricordo in responsabilità verso il futuro».
Il monumento richiama simbolicamente le gole carsiche, con una struttura in pietra che evoca le cavità naturali trasformate in luoghi di morte. Su una delle pietre è stata collocata una targa dedicata a Norma Cossetto, giovane studentessa istriana uccisa nel 1943 e divenuta simbolo delle vittime delle foibe.
L’assessora Assalto ha ringraziato i cantonieri e l’ufficio tecnico comunale, la ditta Miele, lo scultore Pietro Nicolò e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, sottolineando il valore del lavoro condiviso: «Dietro ogni segno pubblico c’è una comunità che lavora insieme».
Con queste iniziative, Lanzo non si è limitata a celebrare una ricorrenza, ma ha costruito un percorso di memoria collettiva che coinvolge istituzioni, scuola e cittadinanza. Un impegno civile che guarda alle nuove generazioni, affinché il Giorno del Ricordo sia non solo commemorazione, ma consapevolezza attiva e patrimonio comune.

