Dom, 28 Giu, 2026

Venaria 25 Aprile: il commosso ricordo del partigiano Quirino Mascia emoziona e unisce le nuove generazioni

Venaria Reale, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, ha celebrato la Festa della Liberazione nel segno della memoria condivisa, capace di unire vecchie e nuove generazioni.

Sabato 25 aprile la città si è fermata in un momento di intenso raccoglimento davanti alla toccante testimonianza dedicata al partigiano Quirino Mascia, conosciuto con il nome di battaglia “Cavallino Bianco”, raccontata dalla pronipote Alessia Coletto, studentessa diciottenne del Liceo Scientifico Filippo Juvarra.

La storia del partigiano Quirino Mascia

Quirino Mascia viveva nei pressi della stazione di Venaria Reale dal 1924. Sposato con Margherita Bonavero, era padre di quattro figli: Urrico, Anna Maria, Gemma e Grazia. Dopo l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio, scelse di lasciare la famiglia per unirsi alla I Divisione d’Assalto Garibaldi Piemonte, 11ª Brigata Torino delle Valli di Lanzo. Il 19 marzo 1944 venne catturato e rinchiuso alle Carceri Nuove. Successivamente fu trasferito a Pian del Lot insieme ad altri 27 partigiani. Il 2 aprile 1944 venne fucilato dai nazifascisti.

Durante la cerimonia, Alessia ha ricordato il bisnonno con parole cariche di emozione: «Il mio bisnonno Quirino e i suoi compagni furono condannati a morte senza istruttoria, accusati ingiustamente di essere delinquenti, mentre erano combattenti per la libertà del loro Paese». 

La giovane ha spiegato come il ricordo sia stato custodito dalla bisnonna e tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare a lei.

Il significato della parola partigiano oggi

Nel suo intervento, Alessia ha invitato tutti a riflettere sul significato autentico della parola “partigiano: «Erano persone comuni che avrebbero voluto vivere in pace, ma davanti alle ingiustizie hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Si sono sacrificati per quei diritti che oggi diamo per scontati» ha concluso con un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: «Il modo migliore per ricordarli è tenerli vivi nelle nostre parole, nelle nostre scelte e nel nostro modo di stare al mondo. Quel sacrificio non è stato vano».

Alla commemorazione erano presenti il sindaco, il presidente del Consiglio comunale, la giunta, le associazioni cittadine, ANPI, le forze armate e numerosi cittadini. La celebrazione è poi proseguita con i discorsi istituzionali, le letture degli studenti del liceo e il corteo solenne concluso con la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti di Largo Garibaldi.

Con il ricco programma di eventi promosso dalla Presidenza del Consiglio comunale e dal Comitato della Memoria, Venaria Reale ha ribadito ancora una volta come i valori della Resistenza restino fondamentali per costruire una convivenza civile e una società più inclusiva, democratica e attenta alle nuove generazioni.

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