Il percorso del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” verso l’eccellenza nella tutela e conservazione delle opere d’arte è iniziato nel 2005. In poco più di vent’anni, grazie al lavoro dei suoi ricercatori e ai laboratori altamente specializzati, il CCR è diventato un punto di riferimento nazionale e internazionale nel restauro dei beni culturali.
Un modello fondato sulla sinergia tra ricerca scientifica, conservazione e formazione universitaria, che oggi guarda al futuro con un nuovo ambizioso progetto.
Sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo polo scientifico del CCR, dedicato alla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione del patrimonio culturale.
Il progetto sorgerà negli spazi dell’ex Galoppatoio Lamarmora, storico edificio di proprietà della Regione Piemonte situato in via XX Settembre, a Venaria Reale. L’intervento rientra nel più ampio programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria, uno dei poli culturali più importanti del Piemonte.
La conclusione della prima fase dei lavori è prevista per ottobre 2026.
La prima fase del progetto riguarda la realizzazione del piano terra, dove sorgeranno: otto nuovi laboratori di diagnostica avanzata e un’area centrale pensata come spazio espositivo e divulgativo, accessibile anche al pubblico. L’intervento complessivo interesserà una superficie di circa 600 metri quadrati distribuiti su due livelli.
Al piano superiore saranno invece realizzati: una sala riunioni, una biblioteca scientifica, uffici open space per il gruppo di ricerca e due aree dedicate al networking e alla collaborazione scientifica.
Il progetto è sostenuto da un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro.
Il finanziamento comprende: 2,5 milioni di euro della Regione Piemonte, attraverso i fondi del Piano Operativo Complementare 2014–2020 e un ulteriore contributo del Ministero della Cultura, inserito nella programmazione triennale dei lavori pubblici 2026-2028 per il completamento del recupero dell’ex Galoppatoio Lamarmora.
Un risultato ottenuto anche grazie alla collaborazione tra il presidente del CCR Alfonso Frugis e il soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Torino Corrado Azzollini.
Durante la conferenza di presentazione del progetto e il sopralluogo tenutosi martedì 3 marzo, Azzollini ha spiegato: «Il Centro Conservazione e Restauro è il fiore all’occhiello di Venaria. Il Ministero punta anche al restauro delle ex caserme Gamerre, con una visione più ampia: realizzare una fortezza del Nord-Ovest capace di custodire opere d’arte in caso di emergenze come terremoti, alluvioni o frane».
Un hub internazionale per la ricerca sui beni culturali
«Il nuovo polo scientifico del CCR è stato uno dei miei obiettivi prioritari – spiega il presidente Alfonso Frugis – perché consentirà di consolidare il ruolo del Centro come polo di eccellenza internazionale, potenziando le capacità scientifiche e operative e rafforzando la leadership dell’Italia nella ricerca applicata ai beni culturali».
Secondo Frugis, il progetto rappresenta il risultato di una strategia di lungo periodo che punta a generare ricadute culturali, economiche e sociali positive per il territorio. «Il sostegno della Regione Piemonte prima e del Ministero della Cultura poi – aggiunge – conferma il riconoscimento del valore e dell’impatto del Centro».
Laboratori di ultima generazione per lo studio delle opere
Il nuovo polo sarà dotato di laboratori scientifici di ultima generazione, equipaggiati con tecnologie avanzate per: analisi puntuali dei materiali, mapping e imaging delle superfici, diagnostica non invasiva, strumenti mobili per campagne diagnostiche in situ
Queste tecnologie permetteranno di studiare opere che non possono essere spostate o campionate, come affreschi, monumenti o grandi manufatti conservati nei luoghi originari.
«La nascita del nuovo polo scientifico segna un momento cruciale nella storia del Centro – afferma Federica Pozzi, direttrice dei Laboratori scientifici del CCR con oltre dieci anni di esperienza negli Stati Uniti –. È un progetto pensato per ampliare l’accesso alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR».
Secondo Pozzi, il nuovo spazio rappresenta molto più di una semplice infrastruttura: «È l’espressione di una visione condivisa basata su collaborazione, ricerca e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire in modo sistematico e responsabile al futuro dei beni culturali».
Dai Tarocchi Visconti-Sforza a Raffaello: i recenti studi del CCR
Tra i più recenti casi di studio dei laboratori scientifici del CCR figurano i celebri Tarocchi Visconti-Sforza, attualmente in mostra fino al 2 giugno all’Accademia Carrara di Bergamo e successivamente esposti dal 25 giugno al 6 ottobre alla Morgan Library & Museum di New York.
Gli studiosi del Centro hanno inoltre lavorato sul Cristo benedicente di Raffaello, conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, confermando il ruolo del CCR come uno dei principali centri di ricerca e diagnostica per il patrimonio artistico europeo.

