Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità, il 4 dicembre scorso, la nuova legge sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), un testo unico nato dalla fusione delle proposte di legge n. 43, 83 e 89 del 2025.
L’obiettivo è favorire la creazione e lo sviluppo delle CER, incentivare l’autoconsumo di energia rinnovabile e rafforzare il ruolo dei Comuni e dei cittadini nella transizione energetica.
La norma prevede 1,235 milioni di euro nel biennio, la creazione di uno sportello regionale CER, contributi a fondo perduto e strumenti tecnici per supportare la progettazione e gestione degli impianti.
Castello: “Esempio di buona politica. Così si ricostruisce la fiducia dei cittadini”
Mario Salvatore Castello (Lista Cirio)
Il relatore di maggioranza Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente) evidenzia il valore del lavoro condiviso: «Il tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili è da sempre centrale nel mio impegno. Questa legge apre sportelli dedicati e mette a disposizione risorse importanti. Soprattutto rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione politica, fondamentale per ricostruire la fiducia dei cittadini».
Castello ricorda anche che la norma si inserisce in un percorso avviato già con precedenti atti e ordini del giorno sulle CER.
Tra i promotori, il consigliere Silvio Magliano (Lista Civica Cirio Presidente) sottolinea il valore sociale della legge: «La normativa dedica grande attenzione al coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore, che possono destinare risorse alla solidarietà e all’inclusione. È una legge pragmatica, non ideologica, che unisce ambiente e sviluppo».
PD: “Legge positiva, ma servono più fondi. Tagli del Governo penalizzano il Piemonte”
Alberto Avetta (Partito Democratico)
Il Partito Democratico esprime soddisfazione per l’impianto normativo, ma denuncia una grave carenza di risorse.
Il consigliere Alberto Avetta, primo firmatario di una delle proposte: «Il Piemonte arriva in ritardo rispetto ad altre Regioni. Il testo approvato valorizza l’aspetto sociale delle CER e il ruolo degli enti locali, come chiedevamo da tempo. Tuttavia, le risorse stanziate non bastano».
La capogruppo Gianna Pentenero insiste sulla criticità finanziaria: «Per recuperare anni di ritardo servirebbero fondi molto più consistenti».
Pesanti critiche anche ai tagli del Governo alle CER finanziate tramite PNRR energia: «Il Ministero dell’Ambiente ha ridotto del 64% le risorse PNRR: da 2,2 miliardi a 795,5 milioni. Una scelta che frena la crescita delle comunità energetiche e indebolisce il sistema produttivo piemontese», conclude Avetta.
M5S: “Passo avanti importante, ma Governo rifinanzi il settore”
Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle)
Il Movimento 5 Stelle Piemonte mette in risalto l’inserimento della propria proposta all’interno del testo unificato.
La capogruppo Sarah Disabato insieme ai consiglieri Pasquale Coluccio e Alberto Unia dichiara: «Con questa legge si semplifica l’accesso ai finanziamenti e si sostengono le fasi di progettazione delle CER. Lo stanziamento di 1,2 milioni è un segnale importante, ma il taglio di 1,4 miliardi da parte del Governo sulle CER PNRR è un colpo durissimo».
Approvato anche un ordine del giorno del M5S che sollecita il Governo a rifinanziare le CER e adeguare la normativa nazionale alle direttive europee.
Fratelli d’Italia: “Cer solide, trasparenti e al servizio delle comunità locali”
Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia)
Per Fratelli d’Italia, la legge rappresenta un tassello decisivo della politica energetica piemontese.
Il consigliere Claudio Sacchetto afferma: «Favoriamo l’adesione dei Comuni alle CER per aumentare la produzione di energia rinnovabile e migliorare l’autosufficienza locale. L’obiettivo è creare comunità energetiche solide, trasparenti e realmente utili».
Il capogruppo Carlo Riva Vercellotti aggiunge: «La transizione ecologica appartiene alle comunità vive. Le premialità per progetti con forte valenza sociale e il coinvolgimento delle scuole sono scelte strategiche per formare le nuove generazioni».
Cosa prevede la nuova legge piemontese sulle Comunità Energetiche Rinnovabili
La normativa introduce misure chiave per incentivare la diffusione delle CER: contributi regionali a fondo perduto per impianti e accumulo energetico; finanziamenti a tasso zero e fondi rotativi; premi per Comuni aderenti alla stessa cabina primaria.
Supporto tecnico e amministrativo: creazione dello Sportello CER Piemonte; assistenza per la progettazione e per l’ottenimento di fondi europei e nazionali; monitoraggio regionale delle CER; corsi annuali, seminari e workshop per tecnici e amministratori.
Valorizzazione delle CER sociali: priorità ai progetti con forte valenza sociale o con partecipazione del Terzo Settore; promozione di iniziative educative nelle scuole.
Una legge condivisa ma con criticità: ora la sfida è l’attuazione
L’approvazione unanime rappresenta un traguardo politico significativo e un passo avanti verso lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Piemonte.
Resta però il nodo delle risorse: molti gruppi consiliari sottolineano che, senza un adeguato sostegno nazionale, sarà difficile promuovere una crescita capillare delle CER e colmare il divario con altre regioni italiane ed europee.
La sfida ora passa ai territori: Comuni, imprese, cittadini e Terzo Settore sono chiamati a cogliere le opportunità offerte dalla nuova legge.

