Gio, 29 Gen, 2026

Rifondazione Comunista si mobilita in Piemonte contro l’Autonomia Differenziata: raccolta firme e appello ai cittadini

Rifondazione Comunista si mobilita in Piemonte contro l’Autonomia Differenziata: raccolta firme e appello ai cittadini

Prosegue in Piemonte la mobilitazione di Rifondazione Comunista contro il progetto di Autonomia Differenziata promosso dal centrodestra e, in particolare, dalla Lega. I circoli di Settimo, Leinì, Mappano, Caselle e Volpiano hanno intensificato le iniziative sul territorio per contrastare quella che definiscono «una riforma dannosa per il Piemonte e per l’intero Paese».

Nel loro comunicato, i militanti ricordano come la riforma «sia uscita fortemente ridimensionata dalla Corte costituzionale», che ha limitato l’applicazione dell’Autonomia Differenziata alle sole funzioni non soggette ai Lep, impedendo il trasferimento di intere materie alle Regioni. Nonostante ciò, secondo Rifondazione «il governo tenta ora di far rientrare la riforma dalla finestra».

Calderoli in Piemonte: focus su sanità, previdenza e Protezione Civile

Dopo alcune settimane di stallo, il ministro Roberto Calderoli ha avviato un “tour delle Regioni” per siglare pre-intese sulle materie in cui l’Autonomia Differenziata è ancora applicabile: Protezione Civile, previdenza complementare e integrativa, coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario.
Il Piemonte sarà protagonista mercoledì 19 dicembre, quando Calderoli incontrerà il presidente Alberto Cirio per discutere le prime applicazioni della riforma.

«Un colpo di mano elettoralistico»: le accuse di Rifondazione Comunista

Gli esponenti locali di Rifondazione attaccano duramente questa accelerazione improvvisa, definendola «un vero e proprio colpo di mano elettoralistico». Secondo il partito, l’Autonomia Differenziata rischia di: favorire la privatizzazione della sanità pubblica, già in forte difficoltà in Piemonte; indebolire ulteriormente il sistema pensionistico attraverso la spinta alla previdenza integrativa; frammentare e potenzialmente privatizzare la Protezione Civile; aumentare le disuguaglianze territoriali tra Nord e Sud.

«I cittadini del Piemonte, come quelli di Campania, Veneto e Puglia, non meritano un progetto che divide il Paese e arricchisce assicurazioni e privati» sostengono i militanti, che sottolineano invece la necessità di «più coesione nazionale, una politica industriale unitaria, una scuola pubblica inclusiva e una sanità realmente universale».

Parte la petizione popolare: ecco dove firmare

Rifondazione Comunista, che aderisce al Comitato piemontese contro ogni Autonomia Differenziata, ha avviato una raccolta firme per fermare l’intesa tra Calderoli e Cirio. I militanti invitano i cittadini ad avvicinarsi ai banchetti presenti in questi giorni sul territorio per sottoscrivere la petizione popolare contro l’Autonomia Differenziata.

L’obiettivo è chiaro: «Opporci come abbiamo sempre fatto e mobilitare tutte le forze sociali che credono in un Paese fondato sulla solidarietà e sulla giustizia sociale, non sulla frammentazione regionale».

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