E' un progetto che guarda al futuro, puntando su innovazione, rete territoriale e identità locale per rafforzare l’economia del Ciriacese. Il Distretto Diffuso del Ciriacese centra un risultato di primo piano nel bando regionale sui Distretti del Commercio: il progetto strategico si è classificato quinto su 26 ammessi a finanziamento dalla Regione Piemonte, ottenendo il massimo contributo previsto di 290.000 euro per il triennio 2025–2027.
Il piano, del valore complessivo di circa 363.000 euro, è promosso dall’Unione dei Comuni del Ciriacese e Basso Canavese e cofinanziato dai sei Comuni aderenti. In totale la Regione ha stanziato oltre 7,2 milioni di euro a sostegno della riqualificazione commerciale e urbana dei territori piemontesi.
Una quota significativa delle risorse sarà destinata direttamente alle imprese: oltre il 42% del finanziamento, pari a circa 153.000 euro, confluirà in un bando pubblico per commercio e somministrazione. Gli interventi spaziano dalla riqualificazione degli esercizi alla digitalizzazione, fino alla promozione della sostenibilità e dell’attrattività turistica.
Tra le azioni previste figurano totem digitali interattivi nelle stazioni ferroviarie di Cirié, San Maurizio Canavese e Nole, un nuovo format di eventi itineranti dedicati a shopping e buon cibo, e l’adozione della piattaforma digitale tabUi per valorizzare attività commerciali, cultura ed eccellenze agroalimentari, in sinergia con il Distretto del Cibo della pianura canavesana e collina torinese.
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – commenta Ugo Papurello, presidente dell’Unione – perché ci consente di sostenere il commercio di prossimità con strumenti innovativi e tecnologici. È una risposta concreta alla concorrenza dell’online e alla desertificazione commerciale».
Soddisfazione anche da Ciriè, Comune capofila. «Questo finanziamento ci permette di dare continuità a un percorso già vincente – sottolinea la sindaca Loredana Devietti – e di mettere risorse direttamente nelle mani delle imprese. È un segnale forte di quanto le amministrazioni credano nel valore economico e sociale del commercio locale».

