Lun, 26 Feb, 2024

Il "rumore" di Ivrea e Ciriè contro la violenza sulle donne. In migliaia, sabato scorso, alle camminate dell'Asl TO4

In prima linea contro questa piaga sociale che sembra non avere fine, ammnistrazioni e tante associazioni

Anche quest’ anno l’ASL TO4 è scesa in campo per contrastrare la violenza di genere. Un lavoro di équipe che vede come referenti il dottor Fabrizio Bogliatto, direttore del Dipartimento Materno Infantile, e la dottoressa Alda Piera Pastore, responsabile dell’Area Ciclo di Vita della Psicologia Salute Adulti, in collaborazione con il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Torino, sede di Ivrea.

Un fitto cartellone di appuntamenti dal 16 al 27 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Una rassegna di iniziative, denominata “Le Radici del Coraggio” -seconda edizione - promossa in collaborazione con i Comuni di Ciriè ed Ivrea che ha visto il suo  momento clou nella giornata di sabato 25 novembre.

Nei due territori il centro si è tinto di rosso con le “Camminate Consapevoli, sostieni il coraggio delle donne” per la sensibilizzare le due cittadine.

Partita da via Battitore dall’Ospedale di Ciriè la camminata è stata curata da Valentina Mendo, assistente sociale ospedaliera, Joelle Autieri, assistente sociale ospedaliera,referente della Rete contro la violenza di genere Gynè, area Ciriè-Lanzo e Anna Giacobino, coordinatrice ostetrica dei consultori del Distretto Ciriè-Lanzo,  ha visto il suo preludio con l'inaugurazone di una "panchina rossa" restaurata e decorata dal Lions Club Cirié D'Oria. Durante il tragitto gli studenti delle scuole del territorio hanno donato fiori rossi alle donne lungo il cammino. Il percorso ha visto, inoltre il contributo di diverse realtà tra cui , esponenti dell'ASL TO4, l’associazione Macapà teatro musica e danza, l’associazione La Rete delle Donne,i volontari della “Croce Rossa Italiana” di Fiano.

Riflessioni, letture partecipate e performance anche di teatro danza come ad esempio l’esibizione dei Macapà che hanno messo in risalto la pressione che la società, il giudizio ed il pregiudizio creano intorno alla donna che subisce violenza mettendo in atto “la vittimizzazione secondaria”, acuendo la sofferenza e facendo vacillare la propria autostima lasciando spazio al senso di colpa.

La camminata si è conclusa con due importanti messaggi: la performance de La Rete delle Donne “Arianna- il filo che ti salva” che sottolinea l’importanza della rete di sostegno che può salvare le donne che si trovano in contesti violenti. Il filo è per l’associazione un elemento conduttore di diverse iniziative messe in campo, come affermato dalla presidente Fabiola Grimaldi «il lavoro a maglia, così come la violenza, si consuma nel segreto della mura domestiche. Portare fuori, esporre il lavoro a maglia è una metafora delle necessità di denunciare la violenza domestica subita, che spesso è tenuta nascosta e taciuta».

A seguire concludendo la necessità di liberarsi dai luoghi comuni con "Contro la violenza sulle donne rompiamo i luoghi comuni", realizzato dai volontari della Croce Rossa Italiana di Fiano attraverso un oggetto di uso quotidiano - i piatti da cucina decorati con espressioni spesso utilizzate per minimizzare episodi di cronaca legati alla violenza sulle donne, oltre a frasi sovente pronunciate dai “maltrattanti” per motivare i comportamenti violenti, di cronaca - in un gesto simbolico i piatti sono stati rotti all’interno di un box per “frantumare” i luoghi comuni.

«I numeri della violenza di genere – dichiara la sindaca di Ciriè Loredana Devietti - sono sempre più preoccupanti, rasentando le caratteristiche di una vera e propria urgenza sociale. Le statistiche dicono che in Italia viene uccisa una donna ogni, quasi, due giorni. Non è possibile rimanere in silenzio davanti a questo scenario, le istituzioni, le associazioni e la società civile devono mobilitarsi nel chiedere urgenti interventi di repressione, prevenzione e costruzione di una nuova cultura di rispetto dell'altro e di educazione affettiva e sessuale. La Città di Ciriè è sempre stata in prima linea contro la violenza organizzando da tempo iniziative di sensibilizzazione e prevenzione con le tante realtà del territorio e anche quest’anno per la giornata del 25 novembre abbiamo voluto ospitare tante e diverse iniziative, con lo scopo di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, per cui ringrazio l'assessora Barbara Re e la consigliera delegata Domenica Calza per il lavoro di coordinamento svolto. La Città di Cirié unirà la sua voce a quella di tutta Italia per chiedere allo Stato e alle istituzioni interventi sempre più urgenti e non più rimandabili".

"Le Radici del Coraggio” ha trovato riscontro nel patrocinio degli  Ordini Professionali degli Avvocati di Ivrea, degli Psicologi del Piemonte, degli Assistenti Sociali, dei Farmacisti e di Federfarma che ha sostenuto la diffusione in tutte le 180 farmacie del territorio delle locandine dell'iniziativa e dei numeri telefonici della Rete ASL TO4 utili alle donne per chiedere aiuto e sostegno verso l'affrancamento dalla violenza "La Camminata Consapevole" di Ivrea è stata sostenuta, nell’organizzazione e nei contenuti, dal Laboratorio “Il Cammino delle parole sospese” che ha avuto luogo tra ottobre e novembre presso lo ZAC-Zone Attive di Cittadinanz-. Un laboratorio di lettura, pensieri e parole sospese contro la violenza sulle donne a cura di Silvia Trabalza e Alda Pastore.

«La violenza di genere, - dichiara l'assessora alle Pari Opportunità Gabriella Colosso - nelle sue infinite declinazioni, dalla violenza fisica, psicologica, economica, fino alla odierna violenza digitale, mina la dignità, l’integrità mentale e fisica e, troppo spesso, la vita di un numero inestimabile di donne, molte delle quali sovente, non si risolvono a sporgere denuncia. Denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio. Abbiamo il dovere di sostenere le donne che hanno la forza di farlo, assicurando le necessarie risposte in tema di sicurezza, protezione e recupero. La violenza non solo indebolisce le donne ma mina le basi della società intera, ed è qui che mi inserisco come assessora con la delega alle pari opportunità, con il mio impegno, ma devo dire di tutta l’Amministrazione, costante e intenso, per combattere gli stereotipi sessisti e aiutare gli uomini a fare propria la lotta contro le discriminazioni basate sul sesso e la violenza contro il genere femminile.”

Tantissimi uomini e tantissime donne hanno partecipato alle due camminate con l’intento di “fare rumore”, un primo passo dovuto e voluto che non può restare isolato ne relato al mese di novembre.

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