In una piazza Marconi gremita, la mattina del 26 novembre si è trasformata in un palcoscenico di partecipazione civica. Non solo un appuntamento scolastico, ma il momento culminante di un percorso che ha coinvolto oltre 150 studenti dell’Istituto Comprensivo Montessori, chiamati a riflettere e a far riflettere sul tema della violenza e sull’importanza di un’educazione all’affettività e al rispetto.
Un progetto nato dall’urgenza del dialogo
L’iniziativa risponde alla crescente necessità di offrire ai giovani uno spazio in cui comprendere e riconoscere le diverse forme di violenza, imparando a costruire relazioni più consapevoli.
Obiettivo dichiarato: promuovere una cultura fondata su empatia, responsabilità e rispetto reciproco, fondamenta di una convivenza sana.
Le attività sono state guidate dalla dottoressa Paola Conterio, psicologa e socia de La Rete delle Donne, insieme ai docenti dell’istituto. Attraverso momenti di confronto, ascolto e condivisione, gli studenti hanno avuto l’opportunità di affrontare temi complessi e spesso taciuti.
«Un momento arricchente – ha sottolineato Conterio –. I dialoghi, i silenzi, gli sguardi e persino la vostra irrequietezza di fronte ai temi più delicati sono stati uno stimolo. Avete prodotto elaborati preziosi che custodirò con cura. Grazie per ciò che avete portato».
Una partecipazione reale, non simbolica
Il tratto distintivo dell’iniziativa è stata la partecipazione attiva dei ragazzi. Nei laboratori, negli elaborati artistici e nelle azioni condivise in piazza, gli studenti sono diventati messaggeri di una campagna di sensibilizzazione che mette al centro la dignità e il rispetto dell’altro.
Le loro parole e le loro emozioni hanno dato forma a un racconto collettivo capace di toccare la comunità e di rafforzare un messaggio chiaro: la violenza si riconosce, si denuncia e si combatte, insieme.
La riflessione non si è fermata ai banchi di scuola. Grazie ai QR Code applicati ai cartelloni, anche ambulanti e cittadini presenti nella piazza del mercato hanno potuto leggere i messaggi elaborati dai giovani, trasformando l’intero luogo in un punto di ascolto e consapevolezza.
Un gesto semplice ma significativo, che ha ampliato il pubblico della campagna e ha reso partecipi tutti coloro che, anche solo di passaggio, hanno scelto di fermarsi un istante per riflettere.
Un cammino che guarda al futuro
“La scuola in piazza” non è un evento isolato, ma l’inizio di un percorso più ampio. L’invito è a non interrompere il dialogo né l’impegno educativo, perché formare giovani capaci di riconoscere e contrastare la violenza significa costruire una società più giusta, attenta e solidale.
L’educazione alla consapevolezza non è un compito accessorio, ma un investimento sul futuro: il futuro di cittadini più responsabili, rispettosi e pronti a difendere i valori della convivenza civile.

