Ven, 22 Mag, 2026

Torino-Ceres e SFM1, il copione dei disagi non cambia. Avetta: “Promesse smentite, la Regione smetta di negare l’evidenza”

Torino-Ceres e SFM1, il copione dei disagi non cambia. Avetta: “Promesse smentite, la Regione smetta di negare l’evidenza”

La saga infinita delle ferrovie piemontesi torna a scrivere un nuovo, prevedibile capitolo. La linea Torino-Ceres, già martoriata da anni di interruzioni, cantieri e annunci smentiti, “non conosce pace”, come denuncia il consigliere regionale Alberto Avetta (PD).

Nuova interruzione sulla Torino-Ceres: RFI smentisce le promesse

Nonostante durante l’ultima sospensione estiva fosse stato garantito che non ci sarebbero stati ulteriori stop, ecco l’ennesima retromarcia: RFI ha comunicato una nuova interruzione dal 24 gennaio al 3 febbraio, ufficialmente per rispettare le scadenze PNRR del 2026.

Una decisione che manda su tutte le furie amministratori locali e pendolari, costretti ancora una volta a riorganizzare la propria vita attorno ai capricci di una programmazione incerta. «Per di più – sottolinea Avetta – in piena stagione turistica invernale, quando il flusso internazionale verso le montagne piemontesi è al suo massimo».

Secondo il consigliere dem, la Giunta Cirio deve pretendere un cronoprogramma lavori definitivo e un servizio sostitutivo bus adeguato«In caso contrario dovremo concludere che la linea Torino-Ceres non è considerata strategica per il ciriacese, per le Valli di Lanzo e per il collegamento con l’aeroporto di Torino. Promesse smentite dai fatti, pendolari e amministratori traditi»

Il messaggio politico è chiaro: troppe promesse, troppi rinvii e una credibilità sempre più erosa. Il consigliere ha presentato un'interrogazione a Palazzo Lascaris per chiedere chiarimenti e responsabilità.

SFM1 Rivarolo-Chieri: ancora disagi e blocchi. “Una vulnerabilità strutturale”

Se Torino-Ceres piange, la SFM1 Rivarolo-Chieri non ride.
L’episodio del 2 dicembre, quando un guasto a uno scambio nei pressi della stazione di Bosconero ha paralizzato la linea per tre ore, è solo l’ennesimo segnale d’allarme.

Cancellazioni, ritardi, scarse informazioni: un déjà-vu che si ripete con inquietante regolarità. Avetta è netto: «Non è un episodio isolato, ma l’ennesima prova di una vulnerabilità strutturale e gestionale a cui Trenitalia e RFI non sembrano in grado di porre rimedio».

E la domanda che pone è provocatoria e politica: Dov’è il miglioramento dopo mesi di lavori di potenziamento?

La richiesta: confronto permanente con Trenitalia, RFI e comitato pendolari

Avetta chiede alla Regione Piemonte di aprire un tavolo permanente finché la situazione non migliora davvero.

«Altrimenti la Regione rinuncia a pretendere ciò cui i cittadini hanno diritto: un servizio ferroviario efficiente e di qualità, nonostante abbonamenti e biglietti sempre più cari».

Due linee ferroviarie diverse ma un’unica fotografia: un sistema che si inceppa mentre i viaggiatori pagano i suoi continui malfunzionamenti.

E mentre le istituzioni si rimpallano responsabilità, il treno dei pendolari – come troppo spesso accade in Piemonte – continua ad arrivare in ritardo.

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