Venaria Reale compie un passo concreto verso una città più inclusiva e attenta alle famiglie. Da martedì 31 marzo sono stati infatti introdotti gli stalli di cortesia: parcheggi riservati alle donne in gravidanza e ai neo genitori.
Un intervento che rappresenta un segnale importante per migliorare la qualità della vita urbana e sostenere la genitorialità.
Gli stalli sono stati distribuiti nei punti più strategici della città, così da rendere più semplice e immediato l’accesso ai servizi essenziali e ai luoghi maggiormente frequentati dalle famiglie. Si trovano in via Guglielmo Marconi, accanto al municipio, nei pressi del polo sanitario di via Don Giovanni Sapino, in piazza Pietro Nenni, in via Flora Pretegiani e in via Tripoli.
Al momento non è previsto un contrassegno obbligatorio per utilizzare questi parcheggi. Questo perché il Codice della strada non ha ancora completato il quadro normativo: se da un lato il Ministero ha approvato le norme per la realizzazione degli stalli, dall’altro manca ancora il regolamento attuativo che definirà modalità e criteri per il rilascio dei permessi.
Il sindaco Fabio Giulivi ha chiarito la scelta dell’Amministrazione: «Abbiamo deciso di procedere comunque, dando un segnale concreto, ma adottando una soluzione equilibrata: stalli basati sul senso civico e sul rispetto reciproco, senza introdurre per ora sistemi autorizzativi o cartellini».
La segnaletica ha quindi un ruolo chiaro: invitare gli automobilisti a riservare questi spazi a chi ne ha realmente bisogno.
Il progetto si fonda sulla collaborazione dei cittadini. Come sottolineato dal sindaco: «Sarà fondamentale, come sempre, la collaborazione di tutti: sono piccoli gesti di attenzione che fanno la differenza nella vita quotidiana».
Con questa iniziativa, Venaria Reale rafforza il proprio impegno per diventare una città sempre più accogliente e a misura di famiglia. Un gesto semplice, come lasciare il posto a una mamma in attesa o a genitori con passeggino, può contribuire a costruire una comunità più solidale e inclusiva.

