Per molti anni si è pensato che mangiare grassi alimentari significasse inevitabilmente ingrassare. Questo mito è ancora molto diffuso, ma oggi la ricerca scientifica racconta una storia diversa.
Non sono i grassi di qualità a favorire l'aumento di peso, bensì un'alimentazione complessivamente sbilanciata, ricca di alimenti ultra-processati, zuccheri e calorie in eccesso.
Le più recenti revisioni sistematiche mostrano che le diete a ridotto contenuto di carboidrati possono favorire una perdita di peso leggermente superiore rispetto alle classiche diete povere di grassi, soprattutto nei primi 6-12 mesi. Nel lungo periodo, però, il fattore determinante resta la qualità dell'alimentazione e la capacità di mantenerla nel tempo.
Per questo motivo non ha senso eliminare i grassi buoni dalla dieta.
Quali sono i grassi buoni da portare in tavola?
Alimenti come:
- olio extravergine di oliva;
- avocado;
- frutta a guscio;
- uova;
- olive;
- pesce ricco di omega-3,
forniscono acidi grassi essenziali, vitamine liposolubili e numerosi composti bioattivi che favoriscono la salute metabolica e la salute cardiovascolare.
I grassi, soprattutto se associati a una quota adeguata di proteine e fibre, aumentano il senso di sazietà, aiutano a controllare la fame e possono ridurre il desiderio di spuntini continui durante la giornata.
La conclusione: i grassi non sono il nemico della linea
Il punto, quindi, non è mangiare meno grassi, ma scegliere i grassi sani e inserirli nelle giuste quantità all'interno di un'alimentazione ricca di cibi freschi e poco processati.
Per dimagrire non è necessario demonizzare un singolo macronutriente. La strategia più efficace è seguire un'alimentazione equilibrata, sostenibile e personalizzata, privilegiando alimenti di qualità e uno stile di vita attivo.

