Sab, 4 Lug, 2026

Il cerume non è sporco: protegge l’orecchio. Ecco perché non va eliminato e quando serve il lavaggio auricolare

Il cerume non è sporco: protegge l’orecchio. Ecco perché non va eliminato e quando serve il lavaggio auricolare

l cerume gode di una pessima reputazione, ma immeritatamente. Non è “sporco” da eliminare a tutti i costi: è una sostanza preziosa prodotta naturalmente dall’orecchio per proteggerlo. Lubrifica la pelle del condotto uditivo, intrappola polvere e microrganismi e contribuisce a mantenere un ambiente ostile a batteri e funghi. Il problema nasce quando questo meccanismo, normalmente efficiente, si inceppa e il cerume si accumula fino a formare un tappo.

Quando accade, i sintomi possono essere fastidiosi: sensazione di orecchio chiuso, riduzione dell’udito, rimbombo della propria voce (autofonia), prurito e, talvolta, anche vertigini o dolore. La tentazione di “fare da soli” è forte, ma è proprio qui che spesso si commette l’errore.

L’orecchio, infatti, è progettato per autopulirsi. I movimenti quotidiani della mandibola, come parlare o masticare, aiutano il cerume a migrare verso l’esterno, dove può essere rimosso semplicemente lavando il padiglione auricolare. La prevenzione parte da qui: niente manovre invasive, niente strumenti infilati nel condotto uditivo. Pulire sì, ma solo la parte esterna.

Cotton fioc e candele auricolari: perché evitarli

I bastoncini cotonati, i famosi cotton fioc, sono tra i principali responsabili dei tappi di cerume. Invece di rimuoverlo, lo spingono più in profondità, compattandolo. Non solo: possono irritare la pelle, favorire infezioni e, nei casi peggiori, danneggiare il timpano. Ancora più insidiose sono le candele auricolari “fai da te”, spesso presentate come rimedi naturali: non funzionano e possono provocare ustioni o lasciare residui nel condotto uditivo.

Quando il tappo si forma e dà sintomi, la soluzione più efficace e sicura è il lavaggio auricolare terapeutico, ma a una condizione: deve essere eseguito dal medico. Prima di procedere, è fondamentale verificare che la membrana timpanica sia integra e che non ci siano controindicazioni, come infezioni in atto o precedenti interventi all’orecchio.

Solo dopo questa valutazione si può effettuare l’irrigazione con soluzione a temperatura corporea, una procedura semplice ma che richiede competenza.

In alcuni casi, il medico può consigliare l’uso preliminare di gocce ceruminolitiche per ammorbidire il tappo e facilitare la rimozione. Il beneficio, quando il lavaggio è indicato ed eseguito correttamente, è spesso immediato: l’udito torna nitido, la sensazione di ovattamento scompare e l’orecchio ritrova il suo equilibrio.

Il cerume non va combattuto, ma gestito. La prevenzione si basa su gesti minimi e corretti, evitando il fai-da-te e rispettando la fisiologia dell’orecchio. E quando serve intervenire, meglio affidarsi a chi lo fa di mestiere. Perché, anche in questo caso, voler fare troppo può portare a ottenere esattamente l’effetto opposto. 

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