Sab, 24 Gen, 2026

Autotrasporto sotto assedio nel 2026: aumentano costi, pedaggi e carburanti, cresce l’allarme imprese

Autotrasporto sotto assedio nel 2026: aumentano costi, pedaggi e carburanti, cresce l’allarme imprese

Il nuovo anno si apre con un conto salato per il comparto dell’autotrasporto, già messo sotto pressione da margini ridotti e costi operativi elevati. Con l’inizio del 2026 sono infatti entrati in vigore nuovi adeguamenti delle tariffe autostradali e un incremento del costo del carburante, due voci che incidono in modo diretto sulla competitività delle imprese di trasporto.

I rincari dei pedaggi interessano alcune arterie strategiche del Nord-Ovest, tra cui la Asti-Cuneo (da poco completata), la Torino-Bardonecchia, la A4 Torino-Milano e la A6 Torino-Savona. Su queste tratte l’aumento è pari all’1,5%, un “ritocco” che, sommato agli altri costi, pesa in modo significativo sui bilanci delle aziende di autotrasporto.

A peggiorare il quadro contribuisce l’aumento del gasolio. Dal 1° gennaio è scattato il riallineamento delle accise, con un incremento di 4,05 centesimi al litro per il diesel che, considerando anche l’Iva, porta l’impatto complessivo a circa 5 centesimi al litro. In termini concreti, un pieno da 50 litri costa circa 2,47 euro in più. Con due rifornimenti mensili si superano i 59 euro annui per veicolo, che diventano oltre 80 euro considerando anche i precedenti aumenti del 2025. Di contro, il previsto taglio delle accise sulla benzina resta quasi impercettibile.

Per gli autotrasportatori piemontesi diretti verso la Liguria, ai maggiori costi si sommano criticità strutturali ormai croniche: cantieri permanenti, traffico a singhiozzo e code che rallentano le consegne e aumentano ulteriormente i costi indiretti.

«L’aumento delle tariffe incide pesantemente su un settore già in difficoltà, stretto tra costi di esercizio elevati, aumento del costo del lavoro e concorrenza dei vettori esteri», sottolinea Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti. Una situazione che mette a rischio oltre 5.500 imprese artigiane del trasporto in Piemonte e più di 10mila addetti.

Sulla stessa linea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: «Se il buon anno si vede dall’inizio, il 2026 si annuncia tutto in salita. I rincari di carburanti e pedaggi si aggiungono a quelli di energia, materie prime e beni di consumo, colpendo imprese e famiglie».

Il rischio, avvertono le associazioni di categoria, è un ulteriore ridimensionamento del tessuto produttivo locale, in un contesto economico che richiederebbe misure concrete di sostegno più che interventi temporanei o promesse di facciata.

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