Il 2025 avrebbe dovuto essere l’anno del ventesimo anniversario di IOLAVORO, la più longeva manifestazione italiana dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, orientamento e competenze professionali. Invece, l’edizione torinese – la più importante – rischia di non vedere la luce. A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Daniele Valle, che critica duramente la decisione della Giunta regionale.
«Con la DGR 6-1131 del 26 maggio scorso, la Regione Piemonte ha stanziato un milione di euro per IOLAVORO e WorldSkills 2025, ma ha scelto di cancellare l’edizione torinese, pur definendola in passato un ‘modello virtuoso’. Un atto grave che priva il territorio di un appuntamento strategico per giovani, aziende e agenzie del lavoro» spiega Valle.
La decisione sarebbe arrivata nonostante un piano biennale già presentato da Agenzia Piemonte Lavoro nel dicembre 2024, che prevedeva una programmazione efficiente per il biennio 2025-2026 e avrebbe consentito di attivare per tempo le gare pubbliche per l’organizzazione. Tuttavia, secondo Valle, l’assessora al Lavoro Elena Chiorino ha optato per un’impostazione riduttiva, limitandosi a promuovere alcune edizioni minori in altre zone del Piemonte, come Biella o Alba.
«Le risorse stanziate – aggiunge Valle – sono più che sufficienti per sostenere l’intero progetto, comprese le edizioni locali e quella torinese. Invece, non solo si cancella l’evento principale, ma si rischia di non utilizzare tutti i fondi disponibili, con grave danno per l’efficacia dell’iniziativa».
Nel 2024 IOLAVORO ha visto oltre 10.000 partecipanti, 5.300 offerte di lavoro, 90 aziende e 42 agenzie per il lavoro coinvolte. Cifre che confermano l’importanza dell’evento nel panorama regionale e nazionale. Anche WorldSkills, la competizione che valorizza le eccellenze professionali giovanili, è parte integrante di questo progetto.
Il consigliere dem sottolinea anche come il rifiuto di approvare un piano pluriennale – che in passato copriva un arco triennale – comprometta anche la programmazione per il 2026.
«La Regione deve urgentemente rivedere le proprie scelte – conclude Valle –. Queste manifestazioni sono un patrimonio per il Piemonte, un motore per la crescita, l’occupazione e la valorizzazione delle competenze. Rinunciarvi significa fare un passo indietro rispetto alle esigenze reali dei cittadini e del mondo del lavoro».

