Ven, 23 Gen, 2026

Benessere animale, 558 mila euro l’anno nel Bilancio 2026–2028: bandi a Comuni e Terzo Settore

Benessere animale, 558 mila euro l’anno nel Bilancio 2026–2028: bandi a Comuni e Terzo Settore

Il benessere degli animali entra stabilmente nelle politiche pubbliche regionali. Nel Bilancio 2026–2028 della Regione Piemonte, che approderà in aula a partire da lunedì 26 gennaio, è previsto uno stanziamento di 558mila euro all’anno, replicato identico per ciascuna delle tre annualità del triennio.

Non un intervento occasionale, dunque, ma una programmazione strutturale, pensata per garantire continuità a servizi, progetti e infrastrutture dedicate alla tutela degli animali da affezione e al loro ruolo nella vita quotidiana delle persone.

Bandi per Comuni e Terzo Settore

Le risorse saranno assegnate tramite bandi pubblici e destinate ai Comuni e alle associazioni del Terzo Settore, riconoscendo il ruolo centrale degli enti locali e del volontariato nella gestione concreta delle politiche di tutela animale.

Ogni anno i 558 mila euro finanzieranno: 120mila ai Comuni per l’attivazione, la conduzione e la gestione degli ambulatori veterinari sociali;  30mila ai Comuni per sostenere progetti innovativi del Terzo Settore per pet therapy, prevenzione del randagismo, gestione di rifugi, ricoveri e santuari, protezione degli animali da affezione e sostegno alimentare; 188mila ai Comuni per progetti di contrasto al randagismo e per il mantenimento e la cura di animali appartenenti a soggetti fragili; 31mila alle associazioni del Terzo Settore per progetti innovativi di pet therapy, prevenzione del randagismo, gestione di rifugi e santuari e interventi di protezione animale; 189mila ai Comuni per la riqualificazione e realizzazione di strutture e aree pubbliche dedicate alla cura, tutela, svago e tumulazione degli animali da affezione, comprese aree cimiteriali e garden memorial, anche con interventi di efficientamento energetico.

Animali, welfare e comunità

Gli animali sono parte integrante della vita quotidiana: sostengono le persone fragili, rafforzano i legami sociali, contribuiscono al benessere emotivo e alla salute collettiva. Politiche come gli ambulatori veterinari sociali o la pet therapy dimostrano come il benessere animale sia oggi una componente del welfare moderno.

La scelta di distribuire le risorse su tre anni, con importi certi e costanti, offre a Comuni e associazioni la possibilità di programmare, innovare e investire, superando la logica dell’emergenza.

Con questo bilancio, il benessere animale non viene trattato come un tema marginale, ma come un indicatore di civiltà e qualità della vita. Una politica che guarda agli animali significa, in realtà, guardare alle persone e alle comunità in cui vivono.

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