Mar, 7 Lug, 2026

Con Guglielmo da Volpiano, un itinerario tra storia medievale, turismo accessibile e identità del territorio

Volpiano torna a raccontare le proprie origini e lo fa attraverso uno dei suoi figli più illustri: Guglielmo da Volpiano, il monaco benedettino che contribuì a rinnovare il monachesimo europeo dell'XI secolo. Ieri, sabato 13 giugno il Comune ha inaugurato un nuovo percorso turistico-culturale dedicato alla sua figura, trasformando la memoria storica in un'esperienza accessibile e coinvolgente per cittadini e visitatori.

L'iniziativa rappresenta una nuova tappa nel percorso di valorizzazione del patrimonio locale e propone un modo contemporaneo di vivere la storia: pannelli informativi accessibili, contenuti digitali consultabili tramite smartphone e audioguide accompagnano infatti il pubblico lungo un itinerario che intreccia fede, territorio e identità collettiva.

Il monaco che lasciò il segno nell'Europa medievale

Nato a Volpiano intorno al 962, Guglielmo da Volpiano fu una delle figure più influenti del monachesimo medievale. Riformatore benedettino, abate e consigliere di sovrani e vescovi, contribuì alla rinascita spirituale e organizzativa di numerose abbazie tra Italia e Francia, lasciando un'impronta decisiva nella storia religiosa europea.

Il suo nome è strettamente legato all'Abbazia di Fruttuaria, fondata nel 1003 a San Benigno Canavese, autentico gioiello del romanico piemontese e centro propulsore della sua opera riformatrice. Oggi quel legame torna a vivere grazie a un itinerario che invita a ripercorrere idealmente i passi del grande monaco.

Il progetto si sviluppa attraverso una rete di pannelli turistico-informativi distribuiti sul territorio e culmina in una suggestiva camminata storica fino all'Abbazia di Fruttuaria.

Cuore narrativo dell'esperienza è la cosiddetta "Stratella", antica via medievale che collegava Volpiano alle principali direttrici di comunicazione dell'epoca e all'abbazia fondata da Guglielmo. Un tracciato che oggi diventa occasione di scoperta per gli amanti del turismo lento, delle passeggiate culturali e delle esperienze autentiche.

Attraverso immagini, documenti storici e approfondimenti multimediali, il visitatore può immergersi nella storia del territorio comprendendo il ruolo che queste terre ebbero nel contesto europeo del Medioevo.

La tecnologia al servizio della memoria

Uno degli elementi più innovativi dell'iniziativa è l'attenzione all'accessibilità.

Grazie alla collaborazione con tabUi, piattaforma digitale specializzata nella promozione territoriale, ogni pannello è integrato con strumenti digitali inclusivi: audioguide, contenuti di approfondimento e materiali consultabili direttamente dal proprio smartphone consentono di vivere un'esperienza completa e personalizzata.

«Con un semplice click è possibile ascoltare la storia passeggiando tra questi luoghi, approfondire i contenuti e visualizzare immagini e documenti», ha spiegato Luigi Camoletto, presidente dell'Associazione Terra di Guglielmo. «Abbiamo voluto creare un percorso intuitivo e realmente accessibile a tutti».

Un modello che interpreta il turismo culturale contemporaneo, sempre più orientato all'inclusione e alla fruizione partecipata del patrimonio.

Una rete tra istituzioni e comunità

L'inaugurazione ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo associativo, a testimonianza della forte dimensione corale del progetto.

Il sindaco Giovanni Panichelli, ha sottolineato il significato profondo dell'iniziativa: «Rendere accessibile a tutti un pezzo della nostra storia comune significa rafforzare il senso di appartenenza e costruire una comunità consapevole delle proprie radici».

Presente anche la presidente della Commissione Cultura della Regione Piemonte, Paola Antonetto, che ha evidenziato come la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico rappresenti un elemento fondamentale per rafforzare l'identità piemontese e promuovere nuovi percorsi di conoscenza.

Dal vicino Comune di San Benigno Canavese, il vicesindaco Michele Cavapozzi ha invece rimarcato il valore della collaborazione istituzionale: «Due comunità che si uniscono per custodire e tramandare la propria storia. Le radici sono ciò che ci definisce e ci proietta nel futuro».

Dai fumetti ai murales: la storia parla alle nuove generazioni

Il progetto guarda anche ai più giovani.

L'assessora alla Cultura Barbara Sapino ha ricordato come il percorso sia destinato ad ampliarsi attraverso ulteriori iniziative divulgative, tra cui la realizzazione di un murale in collaborazione con confraternita e parrocchia e la produzione di strumenti educativi innovativi.

Tra questi spicca un fumetto digitale dedicato a Guglielmo da Volpiano, già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, pensato per avvicinare bambini e ragazzi alla conoscenza della storia locale attraverso linguaggi contemporanei e coinvolgenti.

"Territori in Luce": quando la cultura diventa sviluppo

L'iniziativa si inserisce nel progetto più ampio "Territori in Luce", sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, e conferma la volontà delle amministrazioni locali di investire nella cultura come leva strategica di crescita.

Non solo tutela della memoria, dunque, ma anche promozione turistica, coesione sociale e valorizzazione economica del territorio. Volpiano e San Benigno Canavese dimostrano così come la riscoperta del passato possa trasformarsi in una concreta opportunità per il presente: un invito a rallentare, camminare e lasciarsi guidare dalla storia lungo le antiche strade del Canavese.

Perché conoscere le proprie radici non significa guardare indietro con nostalgia, ma trovare nella memoria condivisa gli strumenti per immaginare il futuro.

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