Mar, 24 Mar, 2026

Infermiere eroe salva un bambino dall’annegamento a Chivasso: riconoscimenti e commozione alla cerimonia

Non ama essere chiamato eroe, ma ieri, lunedì 16 marzo, negli sguardi e negli applausi di chi era presente al distaccamento dei Vigili del fuoco c’era tutta la riconoscenza possibile per un gesto che ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

Una cerimonia semplice, quasi familiare, quella organizzata dall’associazione Paracadutisti del Canavese insieme con il Comune e la Regione Piemonte. Sul tavolo, due pergamene e una targa ufficiale. Al centro dell’attenzione, Gianluca Bonfiglio, 50 anni, volpianese infermiere professionale nel reparto di Emodinamica dell’ospedale torinese San Giovanni Bosco di Torino.

Il motivo è una storia che risale al 1° luglio 2025 e che ancora oggi, a sentirla raccontare, lascia senza fiato.

Doveva essere un pomeriggio spensierato, il primo giorno di ferie dopo mesi di lavoro intenso. Il caldo, la voglia di stare insieme alla famiglia, la decisione di andare in piscina a Chivasso per trovare un po’ di sollievo.

«Mia moglie era già entrata in acqua con i bambini — racconta Bonfiglio — quando ha visto quel bambino galleggiare immobile. Non reagiva. Mi ha chiamato subito». Un attimo. Poi l’istinto e la formazione professionale che prendono il sopravvento.

Bonfiglio si tuffa, raggiunge il piccolo ormai privo di conoscenza e lo porta a bordo vasca. Attorno, lo stupore e il panico dei presenti. Lui invece si concentra solo su una cosa: farlo tornare a respirare.

«Ho iniziato immediatamente il massaggio cardiaco. In quei momenti non pensi a niente, vai in automatico. Sai cosa devi fare e lo fai».

Passano secondi che sembrano eterni. Il personale della piscina capisce subito la gravità della situazione e si attiva per liberare lo spazio, mentre qualcuno chiama i soccorsi.

Poi, il segnale che tutti aspettavano. «Dopo poco più di un minuto il bambino ha ripreso a respirare».

Un sospiro collettivo, la tensione che si scioglie. Tutto si consuma in una manciata di minuti, ma sufficienti a cambiare il destino di una famiglia.

Abituato alle emergenze, Bonfiglio vive ogni giorno situazioni critiche tra le corsie dell’ospedale. Ma quella volta è stato diverso. «In reparto ho a che fare soprattutto con pazienti adulti. Qui invece c’era un bambino piccolo. E da padre è stato impossibile non immedesimarsi. Sono stato davvero felice di averlo salvato».

Di quel bimbo non ha più avuto notizie. «Credo stia bene. Lo spero davvero. Salvargli la vita è stata un’emozione enorme».

Proprio per questo gesto, definito da tutti «esemplare», le istituzioni hanno deciso di consegnargli non uno ma tre riconoscimenti.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli, il Cavaliere di Gran Croce Gino Gronchi e il consigliere regionale Mauro Fava in rappresentanza del presidente Alberto Cirio. Tutti hanno voluto sottolineare come la prontezza, la competenza e il senso civico dimostrati da Bonfiglio rappresentino un modello per l’intera comunità.

Parole di stima, orgoglio e gratitudine si sono alternate in un clima carico di partecipazione autentica.

Perché quella di Gianluca Bonfiglio non è solo la storia di un intervento riuscito. È la storia di come, anche lontano dal lavoro e in mezzo alla normalità di un pomeriggio estivo, la professionalità e l’umanità possano trasformarsi in un gesto capace di salvare una vita.

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