Ci sono nomi che il tempo non può cancellare e leggende che non conoscono confini. Il mito degli Invincibili continua a vivere anche fuori dagli stadi: Venaria Reale ha infatti reso omaggio al Grande Torino in occasione del 77° anniversario della Tragedia di Superga, uno degli eventi più simbolici della storia del calcio italiano.
Sabato 14 marzo è stata ufficialmente intitolata la piazza adiacente ai campi Don Mosso, area destinata a ospitare in futuro il Centro Tecnico Federale della FIGC. In passato, lo stesso spazio ha visto scendere in campo anche la squadra femminile granata. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale e frutto di un percorso condiviso con la Commissione Toponomastica e il Consiglio comunale, nasce con l’obiettivo di ricordare una squadra che ha segnato profondamente non solo lo sport, ma anche la storia sociale e culturale del Paese.
Da ora, il fischio d’inizio di ogni partita e l’entusiasmo dei giovani sportivi sugli spalti avranno un’eco speciale. «Uno spazio dedicato al Grande Torino significa dare voce a un’emozione collettiva capace di attraversare intere generazioni. Guardando le foto di quei giocatori rivediamo i volti dei nostri nonni e bisnonni: volti segnati dalle difficoltà di un’Italia che usciva dalla guerra. Per questo il Grande Torino non è solo una squadra di calcio, ma un modello indelebile per il nostro Paese» ha dichiarato il sindaco Fabio Giulivi, noto per la sua fede granata.
L’eredità sportiva e morale degli Invincibili continua infatti a influenzare generazioni di calciatori e appassionati. I luoghi a loro dedicati diventano così un ponte tra passato e presente, memoria viva di una tradizione che resiste al tempo. Alla cerimonia hanno preso parte anche alcune “vecchie glorie” del club come Claudio Sala, Giuseppe Pallavicini, Natalino Fossati e Rosario Rampanti.
Proprio Rampanti ha sottolineato il valore identitario del tifo granata: «Essere tifosi oggi significa custodire una passione profonda. Mantenere viva una fede calcistica nel tempo vuol dire avere un forte senso di appartenenza».
Tra i presenti, visibilmente commosso, anche Ezio D’Herin, memoria storica della città e simbolo del tifo granata a Venaria. Nel 1949, appena ragazzo, pedalò fino alla basilica di Superga per vedere con i propri occhi il luogo della tragedia. Il suo racconto rappresenta un filo diretto tra le vecchie e le nuove generazioni di tifosi.
Con questa intitolazione, Venaria Reale rafforza il proprio legame con Superga e con quel tragico 4 maggio 1949, diventato nel tempo simbolo della tradizione sportiva piemontese e patrimonio emotivo tramandato di generazione in generazione.

