C'è un patrimonio che appartiene a tutti, anche quando per anni sembra dimenticato. È il caso di Villa Rodrigo, la storica dimora settecentesca di Volpiano, che dopo decenni di abbandono e devastazione torna finalmente a guardare al futuro grazie a un ambizioso progetto di recupero che punta a restituire alla comunità uno dei suoi luoghi più identitari.
Domenica 21 giugno sono stati presentati ufficialmente gli aggiornamenti sul recupero della villa e sulla nascita della nuova Associazione Villa Rodrigo, destinata a diventare il motore culturale delle future iniziative che animeranno la dimora e il suo parco.
Un gioiello del Settecento che ha attraversato tre secoli di storia
Edificata nel XVIII secolo e appartenuta nel tempo a importanti famiglie nobili piemontesi, tra cui i Conti Ripa di Meana, Villa Rodrigo rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura residenziale storica del territorio canavesano. La proprietà comprende la villa padronale, una cappella dedicata a San Gaetano e un vasto parco secolare, oggi sottoposti a tutela della Soprintendenza.
Per molti decenni la villa è stata luogo di eleganza, incontri e vita sociale. Negli anni Duemila la sua straordinaria cornice ospitò persino rappresentazioni di opera lirica, trasformando il parco in un suggestivo teatro all'aperto e dimostrando quanto il complesso fosse naturalmente vocato a diventare un palcoscenico per la cultura. Un ricordo rimasto vivo nella memoria di molti volpianesi e che oggi assume un significato ancora più simbolico alla luce del progetto di rinascita. Negli ultimi mesi, inoltre, la villa è tornata ad accogliere concerti e iniziative musicali, segno di una vocazione culturale che sta lentamente rifiorendo.
Dal degrado alla rinascita
Negli ultimi vent'anni, però, Villa Rodrigo ha conosciuto la sua stagione più buia.
Coinvolta nel fallimento dell'impresa edilizia che ne aveva acquisito la proprietà, è stata progressivamente abbandonata. I locali sono stati saccheggiati, gli infissi asportati, gli interni vandalizzati e il magnifico parco trasformato in una selva inaccessibile. Nel 2020 persino un incendio, causato probabilmente dalla presenza di occupanti abusivi, aveva riportato l'attenzione sulle drammatiche condizioni del complesso.
La svolta è arrivata nel 2025 con l'acquisto da parte dell'imprenditore Pietro Rapaccini, attivo nel settore della ceramica, che ha deciso di investire non soltanto nel recupero dell'immobile ma soprattutto nel suo valore storico e sociale.
Durante l'incontro di domenica scorsa Rapaccini ha illustrato i lavori già eseguiti: la rimozione di tonnellate di detriti e materiali accumulati negli anni, le prime prove di restauro delle facciate e l'imminente avvio delle opere di consolidamento e rifacimento della copertura. Un intervento complesso che richiederà ancora anni di lavoro, proprio perché ogni operazione dovrà rispettare i vincoli imposti dalla Soprintendenza.
Non una villa privata, ma un bene restituito alla comunità
L'aspetto più innovativo del progetto riguarda però la sua filosofia.
Rapaccini ha spiegato di non voler trasformare Villa Rodrigo in una residenza privata esclusiva, bensì in un luogo aperto alla cittadinanza, capace di ospitare eventi culturali, mostre, spettacoli, attività didattiche e occasioni di incontro.
Da questa visione è nata l'idea di coinvolgere il gruppo dei coscritti del 1955 di Volpiano, con i quali è maturato un percorso condiviso culminato nella nascita dell'Associazione Villa Rodrigo.
Come ha sottolineato il presidente Mauro Nas Naretto, l'obiettivo è costruire una rete culturale capace di valorizzare il patrimonio artistico locale e fare della villa uno spazio dedicato al dialogo, alla partecipazione e alla crescita della comunità.
L'associazione lavorerà in collaborazione con enti e realtà del territorio per organizzare iniziative dedicate a teatro, musica, arte, letteratura, formazione e divulgazione storica.
Difendere il patrimonio significa difendere la memoria
Il recupero di Villa Rodrigo va ben oltre il restauro di un edificio storico.
Ogni dimora antica salvata dall'abbandono rappresenta un pezzo di memoria collettiva che continua a vivere. In un'epoca in cui troppo spesso il patrimonio storico viene lasciato degradare fino a diventare irrecuperabile, il progetto di Volpiano dimostra come la collaborazione tra imprenditoria privata, associazionismo e cittadinanza possa trasformare un simbolo di abbandono in un nuovo presidio culturale.
È anche un messaggio importante per il territorio: investire nella bellezza non significa soltanto conservare il passato, ma creare nuove opportunità di socialità, turismo culturale e sviluppo.
Associazione Villa Rodrigo: aperto il tesseramento
L'Associazione Villa Rodrigo ha già completato gran parte dell'iter costitutivo ed è in attesa dell'iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Sono già stati nominati gli organi direttivi: Mauro Nas Naretto (presidente); Giusi Ferrero Merlino (vicepresidente); Corrado Praiolati (tesoriere); Roberto Borge (segretario); Maria Teresa Bigano; Carlo Gallo; Dario Ferrero Merlino; Rosalia Nasi
È stato aperto il tesseramento e l'invito è rivolto a tutti i cittadini, senza limiti di età, affinché possano contribuire a costruire il futuro culturale di Villa Rodrigo.
A breve saranno inoltre online il sito internet e la pagina Facebook dell'associazione, strumenti attraverso i quali verranno presentati eventi, attività e progetti.
Perché la rinascita di Villa Rodrigo non riguarda soltanto il recupero di un edificio: rappresenta la possibilità di restituire a Volpiano un luogo capace di produrre cultura, bellezza e relazioni umane. Un patrimonio che, dopo anni di silenzio, è pronto a tornare protagonista.

